Il Relais San Maurizio, località di charme e oasi di pace e natura sarà il luogo che ospiterà la mostra dei due artisti piemontesi, Roberto Demarchi e Massimo Ghiotti.
L’intero complesso del monastero seicentesco recuperato a dimora d’élite Relais San Maurizio, accoglierà questo secondo appuntamento con l’arte contemporanea organizzato dalla Fondazione Gallo insieme alla Galleria d’Arte Ferrero: il progetto degli autori Roberto Demarchi e Massimo Ghiotti vuole essere il perfetto connubio tra pittura e scultura, dispiegato tra il parco, la chiesa seicentesca e l’intero complesso. In particolare nel White Space, la chiesa sconsacrata all'interno del monastero, troveranno collocazione le opere del pittore Roberto Demarchi.
Roberto Demarchi (Torino, 1951), pittore e Massimo Ghiotti (Torino, 1938), scultore, concepiscono un progetto espressamente pensato per il parco, la chiesa seicentesca e l’intero complesso del Relais San Maurizio di Santo Stefano Belbo nel cuore delle Langhe, quale secondo di una serie di eventi indirizzati alla valorizzazione del territorio attraverso la pratica dell’arte contemporanea di eccellenza. “Per Roberto Demarchi la pittura è “prometeica”, seppur metta in campo una diversa resistenza, quella verso l’astrazione fine a se stessa, del colore per il colore, della forma per la forma, della linea per la linea. L’astrazione di Demarchi combatte questa tentazione perché porta in seno la volontà di essere e rimanere una forma chiara di rappresentazione. L’artista, non a caso, lo si conosce come fine estimatore della tradizione delle arti figurative. Nei suoi quadri risiede tutta la storia della pittura italiana classica, ripercorsa toccandone le punte più gloriose".
"In tutta l’opera di Massimo Ghiotti si legge una convivenza naturale di classicità e modernismo, attraverso un compendio di ieraticità monumentale e di minimalismo formale. Nonostante preferisca esprimersi assecondando le regole dell’astrattismo di stampo internazionale e post avanguardista, non mancano qua e là riferimenti alla figurazione e all’immagine realistica”. Luca Beatrice
Roberto Demarchi è nato a Torino, dove ha compiuto studi classici e di architettura. Il suo percorso artistico, iniziato assai precocemente sotto la guida di Riccardo Chicco, ha consapevolmente scelto rari momenti di pubblica visibilità a partire dalla sua prima mostra nel 1969 Dal 2001 ha iniziato il ciclo "Perì Physeos", dal quale trae origine profonda ricerca e riflessione del pittore il quale, partendo dal pensiero presocratico approda sull'interpretazione e rappresentazione di tematiche sacre tratte dall'Antico e dal Nuovo Testamento, che si materializza nel ciclo della Genesi presentato a Torino nel novembre 2007. Nel 2011 a Milano viene presentato il trittico "La Passione secondo Matteo", riflessione in astrazione sull'omonima opera di J.S. Bach e, nel settembre dello stesso anno, viene proposto il ciclo "Storia di un quadrato giallo": cinque grandi tavole sul percorso esistenziale dell'uomo.
Nel 2011 Roberto Demarchi realizza a Roma la mostra “Vangeli Astratti”: dodici dipinti che in astrazione interpretano una serie di momenti cruciali tratti dai Vangeli, installati su strutture pensate e realizzate dall’artista stesso per creare un ciclo vero e proprio, un itinerario che viene pensato proprio per il luogo in cui viene esposto. A testimonianza dell’intenso rapporto di Roberto Demarchi con la poesia nel giugno del 2014 l’artista espone presso gli spazi dell’Istituto di Cultura di Tokio la mostra dal titolo “Haiku”: tale mostra verrà riproposta dal Museo Arte Orientale Edoardo Chiossone a Genova a partire dal 10 marzo 2016.
Le sculture dell’artista Massimo Ghiotti trovano spazio all’interno del parco secolare del Relais San Maurizio, tra la suggestione di alberi, piante, percorsi. Sculture di diverse dimensioni sono esposte all’interno del complesso del Relais. Massimo Ghiotti è nato a Torino dove vive e lavora. Studi artistici all'Accademia Albertina di Torino. Diploma di Pittura e diploma di Scultura. Cattedra di scultura al Liceo Artistico Statale e Cattedra di Pittura all'Accademia di Belle Arti. A Torino ha realizzato le tre sculture monumentali in ferro colorato che, dal 2001, ornano una nuova piazza in via Monfalcone, la scultura monumentale nel giardino della Circoscrizione 7, quella nel giardino dell'Istituto Avogadro e quella nel giardino del 1° Liceo artistico.
Nel mese di luglio 2010 è stata inaugurata la sua scultura monumentale in acciaio inox per il nuovo Parco cittadino in corso Umbria. Ha iniziato nel 1972 ad esporre, ricevendo riscontri più che positivi dalla stampa nazionale ed internazionale, fino a veder pubblicata nel 2008 dal New York Times la foto della sua opera "Contrappunto - Scultura modulare urbana". Alla sua opera sono stati dedicati svariati volumi monografici, e l’Artista è stato definito di volta in volta “Asceta meccanico”, e "Testimone di un nuovo Umanesimo post-industriale". Maurizio Calvesi ha definito la scultura di Ghiotti "…quanto di più inedito ed originale abbia proposto la scultura degli ultimi decenni". Dal 2000 è stato invitato a tenere un ciclo di mostre personali nei principali musei delle capitali dell'Est europeo, l'ultima delle quali al Museo Russo di San Pietroburgo nella Fortezza dei Santi Pietro e Paolo; ha presentato una mostra personale nel Musée Bonnat di Bayonne, che ha acquistato l'opera monumentale posta al centro del percorso urbano dell'esposizione.
Il catalogo della mostra, per i tipi dell’editore Skira, è a cura di Luca Beatrice. Curatore d'arte contemporanea tra i più noti del panorama italiano, comincia la sua carriera verso la fine degli anni Ottanta con mostre storiche sul Futurismo torinese. È stato allievo di Enrico Crispolti alla scuola di specializzazione in storia dell'arte dell'Università di Siena.
La mostra è stata realizzata con la collaborazione della Galleria Ferrero Arte Contemporanea di Ivrea (TO), che trattando in esclusiva i due artisti, si propone come custode e promotrice del lavoro degli stessi e le opere dei due artisti rimarranno esposte, presso il Relais San Maurizio per un anno. La Galleria Ferrero, nata a Romano Canavese nel maggio 2010 come custode e promotrice del lavoro del maestro Roberto Demarchi, si trasferisce nell’ottobre 2011, ad Ivrea nella prestigiosa Villa Nesi, storico edificio eporediese riportato a vita nuova dopo un’importante ed innovativa ristrutturazione - pubblicata sulle più importanti riviste di architettura - in una città tanto segnata dai trascorsi olivettiani.
Il catalogo della mostra, per i tipi dell’editore Skira, è a cura di Luca Beatrice. Curatore d'arte contemporanea tra i più noti del panorama italiano, comincia la sua carriera verso la fine degli anni Ottanta con mostre storiche sul Futurismo torinese. È stato allievo di Enrico Crispolti alla scuola di specializzazione in storia dell'arte dell'Università di Siena. Galleria Ferrero Arte Contemporanea, Via Torino 29 – Villa Nesi, 10015 Ivrea (TO) www.galleriaferrero.com Ph +39 347 14 14 200













