Lo sblocco degli investimenti pubblici locali attraverso la revisione delle norme sul pareggio di bilancio degli enti regionali e territoriali, che attenua l'austerity e i vincoli alla spesa fin qui in vigore, costituisce un sicuro passo in avanti verso l'obiettivo di rilanciare un mercato interno recessivo e senza il quale è impensabile parlare di ripresa per i quattro quinti delle Pmi italiane, e quindi piemontesi e cuneesi.
Ciò si può e si deve completare, a questo punto, con interventi paralleli a sostegno della creazione di un quadro di certezze giuridiche, finanziarie e fiscali anche per far ripartire gli investimenti privati, oggi per la gran parte dei casi rallentati dalla non possibilità di una programmazione che vada oltre l'anno.
Una delle proposte delle Pmi cuneesi è quella, già formulata in tempi non sospetti, di agire nel senso di una valorizzazione dell'istituto del cd "interpello fiscale", dando allo stesso rango di diritto acquisito una volta che l'azienda abbia concordato in via preventiva con il competente ufficio delle Entrate il tax e fiscal planning dei propri investimenti pluriennali in rapporto alle varie amministrazioni erariali statali e periferiche.
"Norme assolutamente fattibili e adottabili in tempi tutto sommato ragionevoli, che incentiverebbero il clima di fiducia oggi ancora incerta come confermato da indicatori economici e produttivi che, tanto a livello nazionale quanto regionale, stentano a schiodarsi dai decimali. L'adozione di normative di certo più concilianti per le esigenze di investimento pubblico delle amministrazioni regionali e locali va letta come manifestazione di una presa di coscienza del fatto che una visione solo annuale e rigorista del bilancio pubblico porta alla desertificazione di interi settori della nostra economia, con sempre più Pmi strette nella morsa di minori occasioni lavorative e di maggiori sanzioni fiscali e finanziarie calcolate in rapporto a scenari di piena operatività economica oggi non più esistenti", commentano il Presidente di Confapi Pierantonio Invernizzi e i due Vice Beppe Rossetto e Luciano Piovano.
"Le nostre prossime azioni tendono a creare un comprensorio di area vasta interprovinciale in cui offrire sostegni in più ambiti, dalla garanzia finanziaria alla formazione alla internazionalizzazione su mercati anche cd "di prossimità", che favoriscano il dialogo fra aziende capofila e Pmi dei rispettivi indotti, perché soltanto così sarà possibile salvare e rimettere in pista realtà imprenditoriali penalizzate quasi sempre da fattori extra aziendali".














