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Attualità | 14 marzo 2017, 12:53

Da quando si rischia di dover pagare l'intervento, nessuna chiamata ingiustificata al Soccorso Alpino del Piemonte

La legge regionale entrata in vigore il 1° gennaio del 2016, che impone la compartecipazione delle spese in caso di chiamata immotivata o inappropriata, ha azzerato gli interventi non necessari e i relativi costi a carico della collettività

Da quando si rischia di dover pagare l'intervento, nessuna chiamata ingiustificata al Soccorso Alpino del Piemonte

Gli appassionati di montagna certamente lo sapranno e, comunque, farebbero bene a saperlo. Da oltre un anno - era il 1° gennaio del 2016 - in Piemonte è entrata in vigore la delibera regionale che ha imposto il pagamento, o la cosiddetta compartecipazione, per gli interventi del Soccorso Alpino a seguito di chiamate immotivate o inappropriate. 

Si paga, è bene ricordarlo, solo in caso di comportamenti imprudenti o negligenti, se il ferito è un codice bianco o non c'è necessità di ricovero ospedaliero. Il massimo pagabile è di 1000 euro. Fino al 2015 il soccorso era stato gratuito sempre per il chiamante. Il costo era quindi a carico della collettività.

Ma qual è il bilancio dall'entrata in vigore del nuovo regolamento? I dati definitivi e le statistiche relative agli interventi del Soccorso Alpino piemontese, per il 2016, saranno diffusi tra un paio di settimane, ma c'è già un dato importante: in tutto il Piemonte non c'è stata una sola chiamata che abbia comportato la compartecipazione delle spese da parte del chiamante.

Il che, come evidenzia l'addetto stampa del Soccorso Alpino regionale Simone Bobbio, va letto in chiave positiva: "Dal nostro punto di vista questo significa che la legge ha funzionato, azzerando le chiamate ingiustificate. Ha avuto un effetto di deterrenza, rendendo le persone più responsabili".

Il dato va infatti letto nel contesto di una lieve diminuzione degli interventi effettuati nel corso del 2016. "I numeri sono ancora in fase di valutazione, ma è già possibile dire che, dopo una serie di annate con un aumento di interventi quasi costante del 10% circa, anche per la facilità con cui adesso è possibile chiedere aiuto, nel 2016 c'è stato un lieve calo di richieste di soccorso. Di queste, nessuna è stata inappropriata".

In attesa di conoscere il numero degli interventi totali effettuati nel 2016, ricordiamo che, nel 2015, la centrale operativa del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese ha registrato 1633 richieste con un aumento del 10% rispetto al 2014. La maggior parte delle persone recuperate dal SASP erano illesi (38,7%) mentre i deceduti sono stati il 6%. Le cause degli incidenti: il 36% le cadute, il 12% i malori e l’11% la perdita dell’orientamento. Infine, la maggior parte dei soccorsi è stata portata a persone che praticavano l’escursionismo (33%).

 

Barbara Simonelli

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