Gentile Direttore,
Le chiedo gentilmente di pubblicare questa mia replica alla lettera della consigliera Mantini, nella quale mi si accusa di aver difeso (2015) in Consiglio Comunale la legge 107 sulla Buona Scuola, per poi sconfessarla in una petizione al Ministro (2017).
La consigliera è sempre abile nelle semplificazioni, un po’ meno nell’analisi complessa dei problemi.
Dice il vero quando sostiene che nel 2015 salutai con favore la legge 107: ne condivisi i principi ispiratori. In particolare mi parve positiva l’idea di attribuire più forti poteri ai presidi nella gestione delle Scuole, in cambio di maggiori responsabilità di cui avrebbero dovuto rispondere di persona.
Peccato che nel 2017, quando si sono viste le misure attuative di quella riforma, si sia assistito – come ha scritto Giorgio Rembado - “ad una vera e propria controriforma”. Alle forti responsabilità in capo ai presidi, che sono rimaste, sono venuti meno i poteri che le avrebbero dovute puntellare. Col paradosso (tutto italiano) che oggi il preside risponde in prima persona di materie delle quali non gestisce alcuna leva discrezionale.
Un preside, ad esempio, oggi è responsabile della qualità della didattica, ma non esercita di fatto alcun potere nella scelta dei docenti, che vengono arruolati invece attraverso mostruose e inefficaci procedure burocratiche. Di fronte ad un docente del tutto inadeguato o assenteista, non ha strumenti reali di intervento. Di fronte ad un supplente bravissimo, e ce ne sono molti, parimenti non può garantire alcuna continuità. Pur tuttavia il preside resta responsabile dei risultati di apprendimento!
Un preside risponde (anche patrimonialmente e penalmente) della sicurezza degli edifici. Ma non ha alcun potere di spesa e non ha uffici tecnici che di questi possano monitorare la tenuta. L’edificio è della Provincia, ma se crolla un soffitto, ne risponde di fatto lui (come è successo nei giorni scorsi ad una brava collega, condannata al carcere per responsabilità altrui).
La 107 prevedeva lo snellimento amministrativo. E invece si è assistito ad un soffocante appesantimento della molestia burocratica.
Considerato che non sono un ideologico, uso la mia testa, nel 2015 lette le premesse alla legge, l’accolsi con favore. Quando ora ne ho viste le misure attuative - che trasformano i presidi in parafulmini, senza peraltro alcun riconoscimento - ho sottoscritto, insieme a migliaia di colleghi, il documento al Ministro, contando che si intervenga.
Alla luce di tutto ciò, mi chiedo dove sia la contraddizione nella quale sarei incorso.
Per verità di cronaca richiamo che la simpatica consigliera, in realtà, in Consiglio fu esposta ad una magra figura, su una sua mozione sull’arruolamento dei docenti, talmente demagogica e insensata, da indurre – cosa che si guarda bene dal riferire nelle sue lettere alla stampa – i suoi stessi colleghi di minoranza a prenderne le distanze, votandole (saggiamente) contro. Comprendo che la vicenda possa esserle rimasta sullo stomaco per l’imbarazzo politico che suscitò. Purtroppo queste cose succedono a chi si fa paladino di questioni complesse che non possiede e che cavalca solo attraverso facili slogan.
La ringrazio per l’ospitalità.
Paolo Cortese - Assessore alla Cultura del Comune di Fossano













