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Attualità | 17 giugno 2017, 12:32

Oggi la Giornata Mondiale per la lotta a siccità e desertificazione: occasione di riflessione anche per la Granda stretta nella morsa del caldo estivo

Tra giugno e luglio si dovrà monitorare richiesta e produzione di energia elettrica in tutta Italia: con i bacini idrici più secchi rispetto al 2016, sempre più probabili futuri rincari sulle bollette

Foto generica

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E' stata istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 30 gennaio 1995, e si tiene ormai ogni anno proprio nella data di oggi (17 giugno): stiamo parlando della Giornata Mondiale per la lotta alla Siccità e la Desertificazione, una circostanza che con il caldo "record" che anche la nostra provincia sta sperimentando da alcune settimane a questa parte, pare ancora più sentita in questo 2017.

Tema al centro di questa ultima edizione della Giornata sono i collegamenti tra siccità e desertificazione e flussi migratori, un aspetto forse troppo spesso ignorato o fatto passare sotto silenzio; come riportato dal portale Lifegate, secondo gli esperti del settore entro il 2020 circa 60 milioni di persone residenti nelle zone dell'Africa subsahariana si sposteranno, migreranno appunto, verso l'Africa settentrionale e l'Europa in cerca di territori coltivabili e più in generale di condizioni meteorologiche più gestibili. A distanza di tre anni dalla "data X", l'incidenza del fenomeno sulla società globale sembra non essere più trascurabile.

Ma la siccità, seppur ovviamente in maniera diversa, è già un problema serio anche al di quà del Mediterraneo, nel Nord e nel Centro-Nord dell'Italia soprattutto.

La sezione nazionale del quotidiano La Stampa, infatti, ha recentemente sottolineato come a inizio mese l'associazione dei gestori europei delle reti di energia elettrica abbia chiesto agli enti e alle realtà dei vari territori nazionali di monitorare l'afflusso di energia elettrica tra giugno e luglio 2017: l'ondata di caldo rischia seriamente di aumentare i consumi e ridurre al contempo la produzione, e nonostante lo stato di emergenza sia ancora davvero lontano si prevedono possibili rincari sulle bollette per i cittadini (si parla di un +1% sul totale finale).

La notizia, purtroppo, non dovrebbe prendere alla sporvvista i piemontesi e i cuneesi: il livello del Po si attesta in questo momento diversi metri sotto lo zero e le risorse idriche provenienti dalle aree alpine si presentano già più scarne dell'anno scorso, tanto che Coldiretti Piemonte si è sentita in dovere di iniziare e concludere uno studio relativo ai danni patiti in queste settimane dalle coltivazioni della Penisola. Dai dati resi pubblici, la Granda risulta tra le province più calde della regione (assieme ad Asti e Alessandria), e le coltivazioni di mais, cereali, ortaggi e frutta le più colpite.

Quel che preoccupa di più, infine, è che dalle più recenti previsioni meteorologiche l'ondata di caldo non sembra volersi attenuare nel breve periodo: secondo il bollettino di Datameteo.com, infatti, da lunedì 19 giugno le temperature percepite tenderanno addirittura a rialzarsi a causa di un importante arrivo di aria calda e umida da Ovest.

simone giraudi

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