Nelle giornate di martedì 11 e mercoledì 12 luglio si è svolto "I Giovani in Vetta", progetto internazionale sostenuto dal Parco del Monviso e coordinato da ALPARC (la Rete delle Aree Protette Alpine) che mobilita gruppi di giovani verso forme di cittadinanza attiva.
Il luogo dell’evento, designato all’interno del territorio cuneese, è stato il Rifugio Vallanta, un curioso rifugio situato a 2450 mt. in Valle Varaita, che si articola su una pianta a forma di triangolo rettangolo, leggermente sfrangiata sul lato dell’ipotenusa, coperto da un tetto a falda unica con pendenza verso sud. Il Consorzio Monviso Solidale ha fruito della proposta del Parco del Monviso, con il quale l’ente collabora anche per “Officina Monviso”, iniziativa di percorsi di trekking con i gruppi piemontesi di “Montagna terapia”, nell’ambito del progetto “YESS.Costituiamoci”, sostenuto dalla Compagnia di San Paolo che lavora proprio sul coinvolgimento e la partecipazione dei ragazzi nelle proprie comunità territoriali.
Quale occasione migliore di “Giovani in vetta” per provare a coniugare e rafforzare il lavoro che gli educatori (nella fattispecie Arianna Migliore e Serena Molineris) hanno condotto durante l’anno con un’attività naturalistica intorno al Monviso?
“L’esperienza, della durata di due giorni – racconta Pietro Schwarz, Area Progetti del Monviso Solidale - vissuta da 6 ragazzi di età compresa fra i 16 e i 18 anni non è stata solo positiva ma può davvero rappresentare un inedito modo di intendere l’azione educativa, l’accompagnamento informale, il lavoro di sviluppo di comunità e lo sviluppo del territorio. La montagna può diventare, oltre che luogo di bellezza accessibile a tutti (e già questo basterebbe a giustificare una sinergia fra il parco e il consorzio nato sotto il Monviso), un luogo dove costruire, rafforzare legami, riflettere, riprogettare, ma soprattutto un luogo in cui si condivide fatica per raggiungere un obiettivo che non termina con l’arrivo al Rifugio ma che prosegue soprattutto una volta ritornati a casa.”
Insomma il sentiero come metafora di un percorso lungo, faticoso, ma bello. Un sentiero che, se percorso insieme, ha il potere di cambiare le cose. Anche quelle che pensiamo più complesse. Passo dopo passo. Perché, come direbbe Luigi Zoja, “Bellezza è Giustizia”.













