Sciopero generale dei dipendenti della Provincia e le Città metropolitane indetto unitariamente dalle tre sigle della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil per venerdì 6 ottobre.
Coinvolti nell’iniziativa anche i lavoratori della provincia di Cuneo (350 diretti della provincia, 20 della Polizia provinciale e 65 legati ai centri per l’impiego) per: “Denunciare, ancora una volta, come le Province e le Città Metropolitane siano ormai in forte sofferenza nell’ottemperare a quanto stabilito dalla legge “Delrio” nonché dalle deleghe trasferite da Regione Piemonte.”
“Il decreto 50/2017 doveva rappresentare l'occasione per mettere le Province e le Città metropolitane nella condizione di poter finanziare i servizi fondamentali” – spiega il segretario provinciale Fp Cgil Alfio Arcidiacono in una nota sindacale – “dopo i numerosi tagli che si sono susseguiti negli ultimi anni, anche alla luce dell'esito del Referendum sulla riforma costituzionale dello scorso 4 dicembre.”
Una riduzione di risorse che i sindacati attestano intorno a 5,2 miliardi a livello nazionale dal 2013 al 2017, mentre nella nostra provincia sono oltre 18 i milioni di finanziamento in meno all’anno per i servizi provinciali. Tagli che: “Hanno messo in crisi l’intero sistema di controllo e manutenzione della rete stradale provinciale e degli istituti scolastici” – continua la comunicazione di Aricidiacono – “Dagli studi del Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’attuale finanziamento risulta inferiore a quello ritenuto indispensabile per il funzionamento dell’ente.”
Una situazione che secondo Cgil Fp Cuneo è: “aggravata da importanti carenze di personale tecnico e di cantonieri che, in base al vigente blocco delle assunzioni, non possono essere sostituiti”.
Al momento sarebbero 100 i cantonieri per 3.200 km di strade provinciali con mezzi definiti dal segretario provinciale Fp Cgil: “Sempre più obsoleti” con “carenza nell’organico di personale tecnico a sostegno della progettazione e della manutenzione delle strade e delle scuole provinciali.” oltre a “stipendi fermi da circa 10 anni ed un contratto nazionale che tarda ad arrivare”.
L’iniziativa dei lavoratori della Granda si svolgerà venerdì 6 ottobre con una delegazione presente per un presidio davanti a Montecitorio.
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