Quando mancano ormai poche sezioni alla conclusione dello spoglio delle 690 sezioni della provincia, il dato politico più significativo che emerge da queste elezioni politiche, per quel che riguarda la Granda, è l’ampio consenso ottenuto dalla Lega, che travolge e annichilisce Forza Italia.
Matteo Salvini aveva detto che gli bastava un punto in più di Silvio Berlusconi, ma nel Cuneese il responso delle urne è di ben più vaste proporzioni.
Al Senato il Carroccio si attesta oltre il 19%, mentre Forza Italia non arriva al 10. Nei due collegi camerali della Granda la percentuale di consensi alla Lega va dal 28,2% in quello di Alba al 27,6 in quello di Cuneo. Forza Italia, nel collegio Alba-Bra-Mondovì-Fossano si ferma al 14%, in quello Cuneo-Saluzzo-Savigliano al 13,6%.
Non solo un sorpasso, dunque, ma un vero e proprio raddoppio che indica come il voto nel centrodestra si sia radicalizzato e che le componenti moderate siano state marginalizzate.
La cosiddetta “quarta gamba” di Noi con l’Italia, il partito di Enrico Costa, che pure viene eletto con una percentuale del quasi 48%, supera l’1% solo alla Camera ad Alba, mentre nell’altro collegio (Cuneo) si ferma allo 0,93; ancora più in basso al Senato (0,66%). Fratelli d’Italia di Guido Crosetto, nel collegio di Alba, sfiora il 5%, in quello di Cuneo supera di un soffio questa percentuale, mentre al Senato si ferma al 2,6%.
Nel futuro del centrodestra cuneese non c’è dunque partita: è la Lega l’asso pigliatutto. Partendo da questo dato, Forza Italia, Noi con l’Italia e Fratelli d’Italia dovranno fare i conti col Carroccio in vista delle regionali del 2019 e delle amministrative che, sempre il prossimo anno, interesseranno quattro delle “sette sorelle”: Alba, Bra, Fossano e Saluzzo.














