Europa, se ci sei batti un colpo! Cosa sta succedendo in Spagna non è una questione interna, ha ben altra dimensione e significato: riguarda i fondamentali dell’Europa.
La repressione attuata da Madrid, gli arresti e l’uso della forza nei confronti di scelte democraticamente espresse dal popolo catalano, è questione che interroga l’Europa, gli Stati, i partiti politici, la società tutta e i singoli cittadini. Presto metterà tutti di fronte ad una scelta di parte, non basterà tacere e far finta di nulla.
Il silenzio da mesi sta avvolgendo dinamiche intese dal sistema come destabilizzanti, perché mettono in discussione modelli di governo e scelte che sono funzionali a potere, economia e scuola di pensiero egemoni perciò considerati intoccabili.
Il silenzio del resto dell’Europa non potrà durare per molto come pure l’uso della forza da parte spagnola, perché la strada scelta da Barcellona per affermare la voglia di libertà è quella vincente, quella della democrazia, strada maestra tracciata dalla storia.
Il popolo catalano si è espresso chiaramente prima col referendum sull’indipendenza e poi con elezioni imposte da Madrid. Ha usato gli strumenti della democrazia e in quell’ambito si è mantenuto, la violenza è arrivata da Madrid e da Madrid continuano a partire ordini di arresto. Da un lato l’espressione di un popolo che afferma la voglia di libertà, dall’altro un rigurgito di metodi che ricordano tempi bui che pensavano superati.
Non sarà con gli arresti e con la Guardia Civil, il cui emblema riporta a tempi bui, che Madrid potrà normalizzare un popolo con questo inno nazionale:
Catalunya, triomfant, tornarà a ser rica i plena!
Endarrera aquesta genttan ufana i tan superba!
Bon cop de falç! Bon cop de falç, defensors de la terra! Bon cop de falç!
La storia catalana dovrebbe consigliare prudenza, la storia europea pure.
Grazie,
Mariano Allocco













