Come riavere denti fissi con poco osso? Abbiamo chiesto agli esperti di implantologi.it come sia possibile riavere denti fissi quando l’osso disponibile per sottoporsi a implantologia è scarso.
Introduzione
In Italia migliaia di persone condividono il problema della perdita dei denti, una fastidiosa condizione che colpisce non solo le capacità masticatorie di chi ne soffre ma anche quelle relazionali. Ne deriva che mangiare e sorridere diventano spesso momenti frustranti.
Fortunatamente oggi è possibile abbandonare la vecchia dentiera e riavere denti fissi ricorrendo all’implantologia dentale. L’implantologia è una procedura odontoiatrica che prevede l’inserimento di uno o più impianti dentali nell’osso della bocca; all’impianto è quindi applicata una protesi dentale fissa simile ai denti naturali.
Tuttavia, in presenza di un quadro clinico complesso, ci sono persone che sono costrette a continuare a usare la protesi mobile. Molto spesso questa necessità è dovuta alla carenza di osso della mascella o della mandibola che, quando estremamente sottile, non consente il corretto posizionamento dell’impianto. In realtà, oggi grazie ai progressi della moderna odontoiatria esistono molteplici soluzioni anche per chi vorrebbe riavere denti fissi ma non ha osso.
Cause e conseguenze del riassorbimento osseo
Il processo di riassorbimento dell’osso comincia generalmente dopo la perdita dei denti naturali e delle loro radici. L’assenza di questi importanti sostegni (denti e radici) porta l’osso ad assottigliarsi progressivamente fino a raggiungere spessori minimi. Il riassorbimento dell’osso può modificare la struttura ossea della bocca in modi molto diversi che cambiano da paziente a paziente:
- assenza di osso all’altezza dei molari;
- carenza di osso diffusa nell’intera arcata dentale ma non estrema;
- assenza quasi totale di osso.
Fortunatamente, l’implantologia avanzata offre una vasta scelta di tecniche per riavere denti fissi anche con poco osso, in modo che sia possibile adottare la giusta soluzione per ogni tipo di paziente.
Tecniche di implantologia con poco osso
La premessa fondamentale a qualsiasi trattamento di implantologia con poco osso è che il suo esito non dipende unicamente dalla tecnica impiegata. Pertanto, se soffri di atrofia ossea è importante che tu ti rivolga a una struttura specializzata in implantologia dentale. Difatti, le attrezzature sofisticate di un centro qualificato e le competenze acquisite negli anni da un implantologo esperto sono i fattori più importanti nella riabilitazione dentale con carenza di osso.
Entrando nello specifico, il problema dell’atrofia ossea può essere affrontato adeguando gli impianti al volume osseo con l’uso di protocolli avanzati oppure può essere risolto ricorrendo a tecniche di rigenerazione dell’osso.
Riassorbimento osseo all’altezza dei molari
Una condizione comune a molte persone è la carenza di osso all’altezza dei molari e una discreta quantità ossea al livello degli incisivi. Se devi ricostruire un’intera arcata dentale e rientri in questa tipologia di atrofia ossea, esistono tecniche avanzate in uso nei migliori centri di implantologia che consentono di inserire gli impianti dentali sfruttando le aree dell’osso mascellare o mandibolare in cui il volume è maggiore.
Riassorbimento osseo e impianti corti
Se al contrario l’atrofia ossea è maggiore ma si hanno comunque a disposizione 5-6 mm di osso (all’incirca lo spessore di uno smartphone), è possibile riavere denti fissi usando gli “impianti corti”. Si tratta di particolari impianti dentali che si addicono a chi ha più di 5 mm di osso e rappresentano una soluzione poco invasiva ma del tutto efficace per ritrovare il comfort dei denti fissi.
Atrofia ossea estrema: la rigenerazione ossea
Quando l’atrofia ossea è estrema e non si può sfruttare il poco osso residuo né ricorrere agli impianti corti, esistono due alternative: la rigenerazione ossea e l’implantologia zigomatica.
La rigenerazione ossea permette di intervenire sull’osso atrofizzato aumentandone il volume grazie a particolari tecniche di ricostruzione dei tessuti ossei. Le procedure di rigenerazione variano a seconda dell’area da trattare e del tipo di atrofia dell’osso. Ad esempio, in caso di carenza di osso all’altezza dei molari è possibile eseguire un intervento di rialzo del senso mascellare e ricostruire l’osso ricorrendo ai fattori di crescita. Una volta rigenerato l’osso e ottenuti i volumi necessari, è possibile eseguire l’implantologia dentale e il paziente può finalmente riavere denti fissi.
Atrofia estrema dell’osso mascellare superiore: gli impianti zigomatici
Quando l’estrema carenza di osso riguarda l’intera arcata superiore può essere possibile evitare la rigenerazione ossea ricorrendo all’implantologia zigomatica. Si tratta di una metodologia avanzata che evita il problema del riassorbimento dell’osso mascellare sfruttando l’osso dello zigomo.
Ricorrendo all’uso di tecnologie avanzate e di rigidi protocolli, l’implantologia zigomatica consente di fissare gli impianti dentali direttamente nell’osso dello zigomo e di applicare la protesi fissa entro le 24 – 48 ore successive.
Conclusioni
Se fino a qualche tempo fa la protesi mobile era l’unica soluzione per tutte quelle persone che soffrono di riassorbimento dell’osso, oggi è possibile adottare la giusta soluzione per ogni caso clinico. Ricorrendo a un piano di cure mirato e a rigidi protocolli, una struttura specializzata in implantologia dentale è in grado di risolvere casi di grave atrofia ossea, restituendo non soltanto denti fissi ma anche un sorriso naturale.













