"Non si può e non si deve guardare alla logica del profitto quando si parla di servizi alla persona. Forse a qualcuno faceva gola il 'Sacra Famiglia'?".
L'affermazione, da attribuire al consigliere di maggioranza Mario Bovetti, ha avuto l'effetto di una bomba sganciata dritta dritta sui banchi del Consiglio comunale di Mondovì, riunitosi nel pomeriggio di venerdì 1 marzo.
Parole forti, che sono state subito "intercettate" e rispedite al mittente dai consiglieri di minoranza, sentitisi chiamati in causa in quanto, in settimana, avevano espresso alcune perplessità legate alla trasformazione dell'istituto in azienda pubblica (clicca qui per approfondire la notizia): "Io non ci sto - ha tuonato Giampiero Caramello -! Siamo consiglieri comunali e operiamo con la massima attenzione. Nessuno ha mai risposto alle nostre due interrogazioni su questo tema e, sottolineo, noi abbiamo interessi solo per la città di Mondovì e per i suoi cittadini. Nessuno ha pregiudizi su nessuno e non facciamo il tifo da stadio".
Stizzito anche Luciano D'Agostino: "Oggi assistiamo alla sconfitta del Consiglio comunale, in quanti, con più attenzione, avremmo potuto evitare questa discussione. Non ci sono interessi da parte nostra, questa è un'accusa che mi ferisce personalmente".
Bovetti è nuovamente intervenuto per precisare di essere stato frainteso: "Non ho detto che qualcuno di voi consiglieri abbia interessi riguardanti il 'Sacra Famiglia'! Non l'ho nemmeno pensato. Tuttavia, quando si parla si deve conoscere: la legge regionale del 2 agosto 2017 indica all'articolo 4 una serie di requisiti di carattere economico e istituzionale per avere la possibilità di traghettare le IPAB verso un humus di carattere privato e la nostra casa di riposo non ne possiede neanche uno. Allora, mi chiedo, perché in tutto questo tempo si è parlato di 'scelta'? Chi ne ha parlato non ha letto la legge oppure l'ha volontariamente ignorata, facendo cattiva informazione e cattiva politica, e favorendo il sollevarsi di accuse strumentali di vario genere?".
Guido Tealdi non ha esitato a ribattere: "Non avete detto niente di fronte alle nostre sollecitazioni ripetute sulla questione, cominciate quest'estate e supportate da documenti scritti. È mancata trasparenza politica". Anche Stefano Tarolli ha sposato la linea dei suoi colleghi d'opposizione: "L'argomento è stato letteralmente sommerso. Quando i giornali scrivono e i consiglieri parlano attraverso di loro significa che in Consiglio comunale non vi è stata alcuna discussione in merito".
La chiosa perfetta l'ha suggerita Laura Barello, anch'essa seduta fra i banchi della minoranza: "Basta fare parole, pensiamo solo e soltanto al bene del 'Sacra Famiglia'".
IL COMUNICATO UFFICIALE - Intanto, è pervenuto il comunicato stampa ufficiale da parte del cda del "Sacra Famiglia", che riportiamo integralmente di seguito: "Il consiglio d'amministrazione della casa di riposo 'Sacra Famiglia' si è riunito venerdì 1 marzo e ha deliberato la trasformazione dell'IPAB in azienda pubblica di servizi alla persona, secondo le disposizioni di legge. Il Consiglio lavorerà con rinnovato entusiasmo, nella certezza che i dipendenti e i collaboratori dell'ente, l'amministrazione comunale e la città tutta siano uniti nel perseguire il bene della struttura e, di conseguenza, la serenità degli ospiti. Si ringraziano l'amministrazione comunale e Sua Eccellenza il vescovo per la collaborazione di questi anni, esprimendo il rammarico, ma anche il rispetto, per la scelta manifestata dalla diocesi di non essere più rappresentata nel nuovo consiglio del 'Sacra Famiglia'".











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