PRENDERSI CURA DEI RIFIUTI PER SALVAGUARDARE LA TERRA
I tempi moderni ci impongono comportamenti responsabili nei confronti del nostro pianeta, soprattutto per la salvaguardia del futuro delle moderne generazioni e di quelle che verranno. Ormai assistiamo, per fortuna, ad una sempre maggiore consapevolezza riguardo il corretto smaltimento dei rifiuti e al loro eventuale riciclo, educhiamo noi stessi e i nostri figli alla raccolta differenziata, ma spesso molti di noi non hanno ancora ben chiara quale sia la destinazione finale di alcuni oggetti come, ad esempio, i toner delle stampanti.
SMALTIRE I TONER COME RIFIUTI SPECIALI E VELENOSI
Le cartucce per la stampa, siano esse per uso domestico o aziendale, sono entrate ormai a far parte della nostra quotidianità: il loro utilizzo è fondamentale e irrinunciabile per diverse attività, non stupisce, quindi, che il loro consumo cresca costantemente o rimanga comunque pressocchè stabile.
Quando i toner delle stampanti hanno finito il loro ciclo vitale è molto importante smaltirli nel modo più corretto per evitare danni incalcolabili alla nostra salute e all'ambiente. Infatti, quello che non tutti sanno o immaginano è che le polveri finissime contenute all'interno dei toner sono altamente velenose e tossiche, quindi, se non smaltite con la giusta cautela e procedura, rischiano di finire nei terreni e nelle falde acquifere andando ad avvelenare i prodotti dell'agricoltura che mangiamo e l'acqua che ingeriamo o che semplicemente usiamo per cucinare o per uso domestico.
Il toner, quindi, è a tutti gli effetti un rifiuto speciale, a causa delle sostanze chimiche pericolose che contiene, e come tale deve essere smaltito. Non può assolutamente essere disperso nell'ambiente o seguendo le regole della raccolta differenziata perché non appartiene alla categoria della plastica, nè a quella dell'alluminio, nè a quella dell'umido o del vetro.
Come comportarsi allora concretamente quando abbiamo bisogno di smaltire toner o le cartucce della stampante?
COME DEVE SMALTIRE I TONER UN COMUNE CITTADINO?
Per quanto riguarda i toner consumati all'interno della propria abitazione per uso personale, nel momento in cui abbiamo bisogno di smaltirli abbiamo due possibilità:
• recarci presso una delle tante isole ecologiche che si trovano ormai numerose in tutti i comuni italiani e facilmente rintracciabili attraverso una semplice ricerca online, quando non direttamente specificato dall'azienda addetta allo smaltimento dei rifiuti
•portare le cartucce e i toner in un eco store abilitato allo smaltimento: questa opzione si rivela anche molto vantaggiosa perché la maggior parte di questi negozi, in cambio della consegna dei toner da smaltire, offre la possibilità di acquistarne dei nuovi ad un prezzo scontato
COME DEVONO SMALTIRE I TONER PICCOLE, MEDIE E GRANDI AZIENDE
Quando a dover smaltire i toner, solitamente molti più di uno, sono le aziende, allora l'attenzione deve diventare più scrupolosa. Anche se lo smaltimento vero e proprio dei toner e delle cartucce delle stampanti spetta ai produttori, le aziende consumatrici sono tenute a raccogliere questi rifiuti speciali in appositi contenitori, chiamati ecobox, per un massimo di 12 mesi fino al ritiro da parte di ditte responsabili della raccolta e dello smaltimento dei toner in base ai termini di legge e il cui tragitto è verificabile punto per punto. Questo perché il trasporto e lo smaltimento di questi rifiuti speciali può essere effettuato solo da personale autorizzato e non da chiunque.
In base a quanto dice la normativa di legge, la ditta che trasporterà e smaltirà i toner, nel momento in cui li prende in carico, deve rilasciare all'azienda che li ha consumati una prima copia del formulario di identificazione rifiuti (FIR) così da certificarne il prelevamento. In tutto le copie del FIR devono essere quattro: una, come già detto, rimane all'azienda che ha consumato il prodotto, la seconda resta alla ditta che ha trasportato i toner nell'impianto autorizzato allo smaltimento, la terza rimane all'addetto allo smaltimento e la quarta deve essere inviata al produttore entro 90 giorni dal prelevamento del rifiuto.
Si tratta, dunque, di un percorso attento e scrupoloso che garantisce così il corretto smaltimento dei rifiuti pericolosi e, quindi, la salvaguardia dell'ambiente e delle persone che ci vivono. Per questo motivo è anche giusto che i trasgressori paghino, come previsto dalla legge, multe salate che vanno da un minimo di €15500 ad un massimo di €93000.





