La Lega torna, come ogni anno, al Monviso.
Molto è cambiato rispetto alle prime feste del Carroccio della metà degli anni 90. Erano gli anni in cui, dalla terrazza della Trattoria del Giardino, in piazza Piave a Paesana, Domenico Comino, all’epoca membro di spicco della Lega Nord, arringava migliaia di persone, attaccando duramente il nemico politico di allora, Silvio Berlusconi, in un paese presidiato dalle forze di Polizia, negli anni degli esordi del partito.
Le “Festa dei popoli padani”, negli anni, ha portato in Valle migliaia di fedelissimi al partito, tutti sempre rigorosamente in camicia verde, e tutti i vertici leghisti: a partire da Bossi, negli ultimi anni accompagnato dal “Trota”, il figlio Renzo, per poi passare a Calderoli, Borghezio ed anche a personalità oggi fuoriuscite dal partito, come l’ex presidente della Regione Piemonte Roberto Cota.
A più di vent’anni di distanza da allora, al cospetto del Monviso, non c’è più il “rito dell’ampolla”, che ha segnato l’epoca di Umberto Bossi e non si sale più al pianoro di Pian del Re.
I militanti del Carroccio faranno tappa alcune decine di metri più a valle, a Pian della Regina, scelta come location della “Festa Monviso”, in programma per sabato prossimo (31 agosto), a partire dalle ore 10.
Sono previsti i comizi degli esponenti di spicco del Carroccio, seguiti poi dal pranzo presso la “Baita della Polenta” della famiglia Genre, il locale che, negli anni, è diventato “tappa fissa” del Senatur Umberto Bossi, che qui, dopo aver prelevato l’ampolla con l’acqua del Po, si fermava immancabilmente per consumare il piatto di polenta, seguito dall’immancabile bicchiere di Genepy fatto in casa, accompagnato da alcune “boccate” di sigaro.
Un appuntamento che, come spiega il senatore Giorgio Maria Bergesio, segretario provinciale della Lega, “rappresenta un legame con le nostre tradizioni e la nostra storia. Quest’anno, poi, la giornata costituisce ancor di più un nostro momento di sintesi su quanto fatto e sui prossimi impegni.
In Provincia di Cuneo il 2019 ha visto lo sblocco di cantieri fermi da anni a causa delle amministrazioni di sinistra, basti citare la tangenziale di Fossano e la Cuneo-Asti. Invitiamo quindi tutti gli amministratori locali a partecipare convinti che insieme si possa portare avanti un proattivo lavoro di squadra”.
“Il Monviso – commenta invece il deputato Flavio Gastaldi - rappresenta inoltre momento di ritrovo per tutta la militanza della Lega, che da sempre rappresenta la base del nostro Movimento.
Vi aspettiamo quindi numerosi convinti che ciascuna persona rappresenti un valore aggiunto per la nostra Granda”.
In Valle, e non solo, a lungo si è vociferato in merito alla presenza del ministro dell’Interno, e segretario federale della Lega, Matteo Salvini, al centro delle vicende che hanno portato alla crisi del Governo guidato dal professor Giuseppe Conte.
Sin dai primi istanti successivi all’annuncio della crisi politica, Salvini aveva invocato la discesa in piazza in caso della nascita di un Governo “giallo-rosso”. Era quindi lecito presupporre una sua “uscita” in alta Valle Po, da sempre luogo “simbolo” del Carroccio.
Salvini – e tutto il suo entourage - hanno ricevuto ufficialmente l’invito a salire al Monviso, come ci ha confermato nei giorni scorsi dal deputato Gastaldi. Al momento sembra che il segretario federale non sarà della partita, ma nulla, sino all’ultimo è momento, è da escludere.
La situazione di incertezza politica che, sino a ieri, imponeva a Salvini, presumibilmente, di rimanere a Roma, ora non sembra essere venuta (in parte) meno.













