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Attualità | 08 gennaio 2020, 19:31

Giorgio e Daria, in Iran durante l’uccisione di Soleimani: “Speriamo che altri abbiano la possibilità di visitare questo paradiso”

Daria, insegnante alla scuola elementare di Lagnasco, e Giorgio, titolare della birreria Black Baron Pub di Verzuolo, ogni anno, durante la pausa delle attività scolastiche per le vacanze natalizie, prendono e partono per un viaggio intercontinentale: "Mai sentiti in pericolo durante le due settimane"

Daria e Giorgio, da Manta all'Iran

Daria e Giorgio, da Manta all'Iran

I mantesi Giorgio Frua e Daria Giletta erano in Iran durante l’uccisione del generale kohmeinista Qasem Soleimani. Quel giorno, tra il 3 e il 4 gennaio, si trovavano a Persepoli, lontano dalle notizie che imperversavano sui notiziari e i giornali di tutto il mondo.

Daria, insegnante alla scuola elementare di Lagnasco, e Giorgio, titolare della birreria Black Baron Pub di Verzuolo, ogni anno, durante la pausa delle attività scolastiche per le vacanze natalizie, prendono e partono per un viaggio intercontinentale. Ogni anno in un posto diverso. Viaggiare è la loro grande passione e per la fine del 2019 e l’inizio del 2020 hanno scelto l’Iran come meta.

Sono partiti il 23 dicembre per raggiungere Teheran dove sono stati seguiti da Alì (autista) e Javad (guida), due ragazzi appena 30enni che parlavano italiano e che li hanno accompagnati durante tutta la permanenza.

“Due ragazzi di vero cuore”
– ci spiega Daria – “come tutto il popolo iraniano del resto. Nei nostri viaggi ci piace scoprire le peculiarità e le abitudini degli abitanti. Ma gli iraniani sono persone eccezionali e speciali, come raramente ci è capitato. Non mi sono mai sentita in pericolo durante le due settimane. Mi spiacerebbe veramente tantissimo se dovessero presentarsi scenari di guerra: sia per le persone, di una cordialità eccezionale, e per le tante meraviglie che abbiamo potuto ammirare. Dai resti dell’impero persiano ai numerosi siti archeologici, ai bazar, alle meravigliose moschee...”

Il loro viaggio dopo la capitale è proseguito tra Kashan, Esfahan, Yazd (un’intera città patrimonio dell’Unesco) per poi passare al suggestivo deserto del Lut, all’enorme bazar e alle moschee di Shiraz per poi finire a Persepoli e alla tomba di Ciro il Grande.

“Il giorno dell’uccisione di Soleimani eravamo a Persepoli, nella parte finale del nostro viaggio”
– continua nel racconto Daria – “Quando viaggiamo non stiamo molto a guardare le notizie, cerchiamo di goderci a pieno tutti i momenti che abbiamo a disposizione. Per cui non abbiamo saputo nulla. Le nostre guide, premurose, hanno pensato di non parlarci di questo episodio per non spaventarci. Le notizie ci sono arrivate dai famigliari in Italia che ci chiedevano come stavamo. L’indomani era in programma il nostro rientro. Dovevamo tornare a Teheran per riprendere l’aereo. Abbiamo dovuto prendere un taxi che attraversasse tutta la città per arrivare all’aeroporto. Non ci siamo abbattuti in manifestazioni, abbiamo percepito una certa tranquillità. La città era a lutto ed erano stati affissi degli enormi manifesti raffiguranti l’effige del generale.”

Daria e Giorgio sono rientrati in Italia il 6 gennaio: da giorni sono in quotidiano contatto con Alì e Javad con cui hanno stretto una bella amicizia, per avere aggiornamenti sulla situazione che di giorno in giorno si fa sempre più calda.

“Abbiamo scoperto un mondo bellissimo e raro. Fatto di persone meravigliose e fantastici posti da visitare” – conclude Daria – “Speriamo che altri abbiano la possibilità di visitare questo paradiso”.

Daniele Caponnetto

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