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Politica | 28 gennaio 2020, 17:45

La galassia del centrosinistra fatica a trovare un punto di sintesi

Dopo la vittoria in Emilia, il Pd cerca di riorganizzarsi, analogamente a ciò che tentano di fare Italia Viva, Azione, Monviso in Movimento e il “pianeta Sardine”. Tutti, a parole, auspicano l’apertura di un tavolo comune, ma allo stato dell’arte prevale la reciproca diffidenza

Flavio Manavella

Flavio Manavella

Il Pd della provincia di Cuneo guarda con soddisfazione al risultato elettorale dell’Emilia Romagna, che ha assunto, per ovvie ragioni, il significato di un test nazionale.

“L’esito elettorale in Emilia Romagna, nonostante gli sforzi della macchina propagandistica di Salvini – commenta il segretario provinciale Flavio Manavella -, è il riconoscimento del buon governo della sinistra riformista in una regione dove il livello  dei servizi è tra i più alti d’Europa.

Gli abitanti dell’Emilia Romagna – aggiunge - sono concreti ed operosi e non amano evidentemente il modo urlato di fare politica che ha premiato Salvini altrove.

Anche in queste elezioni si è registrato il fenomeno che è tipico ormai di tutto il mondo occidentale: le forze progressiste ed europeiste tengono bene nei grandi centri e sono invece deboli nella profonda provincia.

È una vicenda questa che non è ancora stata analizzata a fondo dai politologi e che deve indurre la sinistra riformista ad un profonda riflessione – conclude Manavella - anche per quanto riguarda il piano della comunicazione”.

Tuttavia, il Pd deve fare i conti, nel Cuneese, con una provincia dove la Lega l’ha fatta da padrona nelle ultime consultazioni europee e regionali.

Inoltre, il partito di Nicola Zingaretti non ha ancora affrontato il nodo del rapporto con le altre forze del centrosinistra, da Italia Viva di Matteo Renzi ad Azione di Carlo Calenda, che timidamente si stanno affacciando sul proscenio politico della Granda.

Italia Viva a febbraio  terrà la sua convention nazionale, ma sul territorio non manca ancora un preciso organigramma di vertice.

E’ probabile che a gestire il partito vengano chiamati l’albese Marta Giovannini, sindaco di Verduno, e Flavio Martino, cuneese, figlio del senatore Pci Leopoldo Martino, tuttavia l’ufficializzazione tarda a concretizzarsi.

I supporter di Calenda, dal canto loro, hanno provato a muovere i primi passi su input dell’ex assessore cuneese Gabriella Roseo.

Monviso in Movimento, l’associazione politico-culturale che ha nell’ex assessore regionale Alberto Valmaggia, nel sindaco di Cuneo Federico Borgna  e nell’ex viceministro dell’Agricoltura Andrea Olivero i referenti cuneesi più autorevoli, è anch’essa in cerca della strada da intraprendere.

E poi c’è il giovane pianeta “Sardine”, che, specie nel capoluogo, ha mosso i primi passi.

Insomma, la galassia del centrosinistra vorrebbe tentare di comporsi, anche se per il momento risulta paralizzata da tanti, troppi personalismi e soprattutto dall’assenza di qualcuno che abbia voglia di assumersi il compito di tirare le fila.

Forse la strada degli Stati Generali potrebbe essere una possibile pista, ma ognuno di questi movimenti sopra citati aspetta che sia l’altro a fare il primo passo.

Giampaolo Testa

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