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Attualità | 23 ottobre 2020, 16:00

“E luce fu” in San Francesco: in mostra l’arte immersiva di Balla, Fontana, Eliasson e Leotta

Fino al 14 febbraio aperta l’esposizione dei quattro artisti organizzata da Fondazione Crc e Castello di Rivoli. Genta: "L'arte e la cultura non si fermano. Vogliamo trasmettere messaggi positivi e costruttivi"

“E luce fu” in San Francesco: in mostra l’arte immersiva di Balla, Fontana, Eliasson e Leotta

“E luce fu” al Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo. La nuova mostra organizzata da Fondazione Crc in collaborazione con il Castello di Rivoli apre al pubblico fino al 14 febbraio 2021.  

Quattro opere monumentali di quattro altrettanto importanti nomi che attraversano un secondo di arte interessata all’analisi della luce. Luce, elemento che, come lo ha definito la curatrice Carolyn Christov-Bakargiev “anche se solo apparentemente assente è alla radice della nostra esistenza”. Si parte dall’opera di Giacomo Balla del 1917, “Feu d’artefice”, realizzata durante gli anni del Futurismo è un vero e proprio teatro sulle note di Igor Stravinskij. Le forme geometriche luminose rappresentano proprio gli stati d’animo dei fuochi d’artificio che la musica di Straviskij aveva inspirato in Balla. Lentamente si prosegue nel tempo con l’”Ambiente spaziale” di Lucio Fontana, un luogo buio se non per piccoli cerchi fluorescenti per un’esperienza totale dello spettatore fisica e psicologica. Si arriva verso la contemporaneità con l’esplosiva opera di Olafur Eliasson “The sun has no money” che come nei suoi altri lavori gioca sulla percezione che ognuno di noi ha della luce e della percezione del reale. Tra grandi cerchi metallici che come tre pianeti ruotano appesi dal soffitto e insieme alla luce riflessa creano un effetto quasi ipnotico  negli occhi del pubblico, coinvolgendolo. E infine, si arriva davvero alla contemporaneità con il giovane artista torinese Renato Leotta. Con la sua opera “Sole” impiega vecchi fanali della auto Fiat per illuminare parti del complesso monumentale di San Francesco, altrimenti poco visibili e “trascurati” dai visitatori. Uno sguardo verso il futuro con un occhio di riguardo al passato. 

 

“Gli artisti in mostra da Balla e Leotta cercano di plasmare un materiale apparentemente invisibile e di coinvolgere il visitatore - spiega ancora la curatrice Bakargiev - La storia della luce è molto antica, parte addirittura dalla pittura degli aborigeni australiani. La luce è visibile grazie a una serie di campi di onde elettromagnetiche ed è alla radice di tutto quello che ci circonda. Ci sembrava giusto organizzare una mostra dedicata a questo tema in un momento così difficile come quello attuale”. 

“Il messaggio che vogliamo mandare oggi è che arte e cultura non si fermano - commenta il presidente della Fondazione Crc Giandomenico Genta -. Niente può fermare al corsa verso la bellezza. La collaborazione che va avanti ormai da anni con il Castello di Rivoli si dimostra nuovamente con questa importante mostra. Esprimiamo così la nostra di non fermarsi e di riuscire a mandare messaggi positivi e costruttivi. Si tratta di una mostra adatta a qualsiasi età con quattro grandi nomi”. 

 

 

 

 

Chiara Gallo

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