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Attualità | 26 ottobre 2020, 13:50

Dpcm, l’Ascom Bra: "Colpo mortale per ristorazione, bar e pubblici esercizi"

L’associazione di categoria ha riunito i capo categoria dei settori toccati dalle nuove restrizioni del Governo: "Non più disposti ad accettare decisioni che non tengono conto dei sacrifici finora fatti dai nostri imprenditori"

Un momento dell'incontro tenuto stamattina nella sede dell'Ascom braidese

Un momento dell'incontro tenuto stamattina nella sede dell'Ascom braidese

Confcommercio Ascom Bra ha riunito questa mattina (lunedì 26 ottobre) i capo categoria dei settori pubblici esercizi, attività della ristorazione, pub, gelaterie, pasticcerie per esprimere perplessità e contrarietà alla chiusura dei pubblici esercizi alle ore 18. Per la ristorazione è impedita l’attività del servizio principale della giornata, mentre per i bar si tratta di un’ulteriore forte contrazione dell’operatività.

La contrarietà si aggiunge alla consapevolezza che non esiste connessione tra la frequentazione dei pubblici esercizi e la diffusione dei contagi, come dimostrato da fonti scientifiche, che attribuiscono piuttosto ad altri fattori - mobilità, sistema scolastico e mondo del lavoro - le principali fonti di contagio.

“L'ennesimo colpo per somministrazione, commercio e turismo
– ribadiscono duramente il direttore Luigi Barbero con il presidente Giacomo Badellino - che potrebbe causare la chiusura di numerose attività. In particolare per la ristorazione, bar e pubblici esercizi: è un colpo mortale, un colpo per centinaia di imprese e lavoratori dipendenti. Un vero massacro. Questa volta non ci sono alibi. Conosciamo gli effetti devastanti del lockdown sulla platea delle attività che saranno chiuse totalmente o parzialmente per decreto: i 70 giorni di chiusura delle attività del commercio, turismo e servizi sono costati la perdita del 60% di fatturato e un altro colpo, le nostre imprese, non lo reggeranno".

Confcommercio Ascom Bra condivide tutte le iniziative della Fipe Confcommercio, che si è immediatamente attivata affinché i ristori siano economicamente significativi, certi e immediatamente esigibili per tutte le imprese del settore.

Mercoledì 28 ottobre la Federazione sarà comunque presente in 21 piazze d’Italia per ribadire i veri valori del settore - economici, sociali, culturali ed antropologici - messi in seria discussione dagli effetti della pandemia da Covid-19, che sta mettendo a repentaglio la tenuta economica del settore, l’occupazione (a rischio oltre 350mila posti di lavoro) e il futuro di oltre 50.000 imprese.

Redazione

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