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Attualità | 28 novembre 2020, 14:25

Mondovì, preoccupa il "Sacra Famiglia". Confermata in Consiglio comunale la situazione critica della struttura

Il Comune, per quanto di competenza, si impegnerà ad aiutare la struttura, per cui si renderà necessaria una rimodulazione

La Sacra Famiglia

La Sacra Famiglia

Si è tenuto ieri sera, venerdì 27 novembre, il Consiglio comunale di Mondovì, convocato in sessione straordinaria e telematica, come previsto dalle norme anti covid.

La seduta, aperta alle 18, è iniziata con un commosso ricordo da parte del presidente Elio Tomatis, di alcune figure molto importanti per il monregalese, recentemente scomparse: Giovanni Bonadio, Renato Danna, Margherita Giribaldi e Nicola Gaiero. Sindaco e membri del Consiglio hanno ricordato con emozione momenti di vita amministrativa trascorsi con ognuno. 

Su proposta del consigliere Marino, l’amministrazione avvierà l’iter per l’intitolazione del campo da bocce del Ferrone a Bonadio, campione di bocce e dirigente della Valeo, scomparso lo scorso ottobre.

Dopo aver a lungo analizzato e discusso il contenuto del DUP (documento unico di programmazione) 2021-2023, in consiglio è stato trattato il tema del Sacra Famiglia su cui, nel corso di questa settimana, i consiglieri di minoranza di centrodestra avevano chiesto chiarimenti, evidenziando una grave situazione economica.

Il sindaco, Paolo Adriano, ha confermato le problematiche economiche che gravano sulla struttura, spiegando con chiarezza che la Sacra Famiglia si trova ad affrontare, come tutte le RSA nel nostro paese, un innalzamento dei costi dovuto all’emergenza sanitaria.

Anche se da mesi la RSA è Covid free, come in molte altre strutture della provincia, (basti pensare anche alla RA “Casa Mosè” a Pianfei di cui è stata annunciata la chiusura), i numeri degli ospiti sono molto calati. Al momento, infatti, sono soltanto 68 gli ospiti in struttura a fronte di 115 posti disponibili. Il numero minore di rette crea un ammanco di liquidità in entrata di circa 80 mila euro al mese.

Il Comune, per quanto di competenza, si impegnerà ad aiutare la struttura, insieme ad altri enti. Quanto emerge dal consiglio di ieri è che l’unica soluzione percorribile sia pensare a una rimodulazione della Sacra Famiglia che preveda, magari, di dedicare parte della struttura anche a pazienti che necessitano di cure di lungo degenza.

AP

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