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Economia | 05 febbraio 2021, 17:56

Intesa Sanpaolo, i numeri del 2020 sanno andare oltre le difficoltà. Messina: "Siamo punto di riferimento per una crescita sostenibile e inclusiva"

Utile netto a quota 3,5 miliardi nell'anno del matrimonio con Ubi Banca e qualità del credito in miglioramento. Il ceo: "Vogliamo essere al servizio di famiglie e imprese con una redditività resiliente"

Numeri positivi per il 2020 di Intesa Sanpaolo. Nella foto, Carlo Messina, Ceo della banca

Numeri positivi per il 2020 di Intesa Sanpaolo. Nella foto, Carlo Messina, Ceo della banca

Affrontare le difficoltà del periodo (un periodo con pochi precedenti nella storia) e abbinare la solidità patrimoniale a liquidità e diversificazione. Si riassume così il 2020 di Intesa Sanpaolo, che nel corso degli ultimi 12 mesi ha saputo ridurre i crediti deteriorati (dunque il profilo di rischio), oltre ai costi. Il tutto abbinando la propria azione a una sensibilità verso temi come la sostenibilità e la responsabilità sociale e culturale.
          
Ma senza dubbio l'evento con la e maiuscola è stato quello della fusione con Ubi Banca

Sul fronte strettamente legato alla pandemia, tradotto in cifre, si parla di 6 miliardi accantonati per contrastare eventuali future difficoltà per l'impatto Covid. Inoltre, sono stati donati oltre 100 milioni per iniziative sanitarie e 125  per il fondo finalizzato a ridurre il disagio socio economico. Nei mesi passati, poi, è stata la prima banca in Italia a concedere moratorie per la sospensione dei mutui e a sostenere il decreto liquidità. 

I numeri di bilancio parlano invece di oltre 3,5 miliardi di utile ante imposte, di un risultato corrente lordo in aumento del 10% sul 2019, mentre i costi calano del 3,4% sullo stesso anno. Migliora come detto la qualità del credito: i crediti deteriorati sono scesi di 32 miliardi rispetto a dicembre 2017 (con vette di 44 miliardi rispetto al picco di settembre 2015), arrivando a rappresentare il 4,9% sul totale dei crediti.

"Nel 2020 il mondo intero è stato travolto dalla pandemia da COVID-19. Il nostro Paese è stato colpito con particolare forza: l’innesco di una crisi di portata straordinaria ha segnato duramente le nostre famiglie, le imprese, la società intera - commenta Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo -. Il mio auspicio per il 2021 è che sia l'anno del superamento della pandemia, del rilancio economico e del contrasto alle emergenze sociali. Noi, come Intesa Sanpaolo, siamo pronti ad essere un punto di riferimento per una crescita sostenibile e inclusiva".

"Durante l'emergenza sanitaria - ricorda Messina - Intesa Sanpaolo ha donato 120 milioni di euro per rafforzare il sistema sanitario nazionale. Il nostro sostegno alle persone in difficoltà negli ultimi anni ha superato i 17 milioni di pasti, posti letto, medicine e abiti. Il nostro ruolo a sostegno del Paese si è manifestato attraverso il supporto all’economia reale, reso concreto dai 50 miliardi di credito messi a disposizione di famiglie e imprese, con la conseguente tutela dell’occupazione e il mantenimento dei flussi di liquidità tra comparti produttivi. Per primi abbiamo promosso le moratorie: nel corso di questi mesi ne abbiamo concesse per un valore complessivo pari a 95 miliardi. Abbiamo inoltre erogato prestiti assistiti da garanzia statale per un totale di 35 miliardi".

"Il nostro ruolo di motore della crescita al servizio delle famiglie, delle imprese e della società - ha concluso - è reso possibile dalla capacità della Banca di mantenere nel tempo una reddittività resiliente, accompagnata da crescenti livelli di efficienza, unitamente a una solidità patrimoniale tra le più elevate del settore bancario europeo. In questo contesto di straordinaria complessità, nel 2020, superando il nostro obiettivo, abbiamo conseguito un utile netto pari a 3,1 miliardi di euro, escludendo l’impatto contabile della combinazione con UBI Banca e dell’impairment dell’avviamento della Banca dei Territori ed il contributo di 5 mesi delle attività di UBI Banca. Includendo il contributo di 5 mesi delle attività di UBI Banca, l’utile netto normalizzato è di 3,5 miliardi di euro".

Massimiliano Sciullo

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