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Attualità | 08 marzo 2021, 11:39

Mondovì, per l’8 marzo la Consulta femminile e le ostetriche insieme per le donne

Le due realtà fanno rete con l’intento di creare uno spazio dedicato alla figura femminile

Francesca Bertazzoli e Maurizia Gavotto

Francesca Bertazzoli e Maurizia Gavotto

“Donne per le donne. A Mondovì, in occasione dell’8 marzo, la Consulta femminile e le ostetriche del punto nascita del Regina Montis Regalis fanno rete per portare questa realtà a contatto con le donne del territorio: le abbiamo incontrate per scoprire di più su questa iniziativa.

Partiamo dall’inizio, come nasce la consulta femminile?

“È un organo permanente di consultazione dell’amministrazione comunale di Mondovì, nato nel 2019.” – spiega la presidente, Francesca Bertazzoli“Include le associazioni femminili presenti sul territorio (Fidapa, Inner Wheel e Mondodidonna), le forze femminili indicate da ciascun gruppo consiliare e le rappresentanti dei centri antiviolenza locali (Orecchio di Venere C.R.I. Mondovì), con l’obiettivo di favorire la più ampia partecipazione delle donne all’attività politica, economica e sociale della città, promuovere dibattiti  pubblici di informazione e partecipare a incontri con gli organismi di parità locali, regionali e nazionali”.  

Sono già diverse le iniziative che avete realizzato per la città: l’inaugurazione della panchina rossa, la campagna fotografica social per l’eliminazione della violenza sulle donne e poi avete “illuminato di rosso” i monumenti cittadini. Ora inizierete una collaborazione anche a fianco delle ostetriche…

Siamo molto felici di iniziare questo percorso” – commenta la presidente – “che vede le donne a fianco delle donne per eliminare qualsiasi tipo di tabù, imparare a sentire il proprio corpo, affrontare con serenità e consapevolezza le trasformazioni nel corso della propria vita. Un modo per portare l’educazione sanitaria sul territorio attraverso la figura che trova il suo posto accanto alla donna: l’ostetrica. I dettagli del progetto che abbiamo in mente non possono ancora essere svelati, ma certamente ci sarà occasione di presentarli”.

Perché è importante la figura dell'ostetrica?

“La caratteristica della professione ostetrica è quella di un approccio globale alla donna, alla madre e al bambino, prima, durante e dopo la nascita. In questo senso l’educazione prenatale è solo un ulteriore approfondimento di tutti gli aspetti curati dall’ostetrica, inscindibili dai vissuti emozionali e corporei della donna in attesa e del suo ecosistema umano.” – spiega la coordinatrice dell’ostetricia, Maurizia Gavotto“L’ostetrica dovrebbe essere per la donna un punto di riferimento importante, un sostegno fondamentale per la sua salute. Purtroppo, il limite nell’esercizio della professione è dato dall’organizzazione del lavoro che delimita gli interventi sulla donna e non permette all’ostetrica il pieno svolgimento delle sue funzioni”.

Quando rivolgersi a questa figura?

“Come già ho premesso, l’ostetrica potrebbe essere potenzialmente una figura di rilievo e presenza nell’assistenza di base, una grande risorsa sociale. Attualmente è generalmente relegata alla sala parto, ai reparti e al territorio ma con poche possibilità di esprimere il proprio sapere. L’ostetrica ha assunto il ruolo di paramedico, perdendo così la sua autonomia e la sua stessa natura professionale specifica. Le politiche maschili inoltre sostengono culturalmente la medicalizzazione ed il controllo sul parto anche se si rendono conto che economicamente un’assistenza di base come quella dell’ostetrica, con un minor costo ed una maggior efficacia, risulterebbe più conveniente. Si crea un conflitto tra cultura del dominio e necessità economiche.” – prosegue Gavotto – “Non investire nel futuro, non incrementare la qualità dell’esperienza della nascita ottimizzando la salute al massimo, non curare il legame madre-bambino come nucleo della futura società è una politica dalla vista corta. Tutti investimenti che non soltanto farebbero risparmiare, ma porterebbero ben più lontano dall’oggi. La nascita di fatto non è solo un evento medico, ma è innanzi tutto un evento personale e biosociale. Il percorso di accompagnamento alla nascita dovrebbe essere “personalizzato” per ogni donna/coppia, con la donna/coppia al centro di un gruppo di professionisti che se ne prendono cura. Se si condivide il valore dell’ostetrica come alleata della donna, credo che noi ostetriche dovremmo concentrarci sul fare cultura ostetrica, riappropriarci di quelle aree del nostro lavoro occupate da altre figure professionali. Un investimento sulla gravidanza, sulla genitorialità fin dall’inizio, offrendo tempo, spazi relazionali di condivisione e strumenti di coping, potrebbe avere un forte effetto positivo sull’intera società. Ridare centralità al corpo ed alle esigenze fisiologiche della donna è da sempre uno dei principali obiettivi del lavoro delle ostetriche. Questo inizio di collaborazione con la Consulta femminile, vuole essere proprio questo. Iniziamo da qui. Ci siamo, vogliamo esserci e vogliamo crescere, come donne e come professioniste.”

All’ostetrica bisogna rivolgersi per ottenere risposte corrette e professionali, ma come lo si può fare?

“Mi sento di sottolineare che il ruolo dell’ostetrica è semplicemente quello di accompagnare la donna alla riscoperta o nuova scoperta della sua potenzialità. Insegnare alle donne a stare in ascolto del corpo ed alla saggezza che lo accompagna, ed averne fiducia. Ricordare alle donne che il loro sapere è antico, l’obiettivo è quello di rendere la donna autonoma, protagonista, se creiamo dipendenza non abbiamo raggiunto lo scopo. Ma sono consapevole che non per tutte le donne è così semplice e scontato imparare a rallentare e/o a stare” nel sentire”. Se riusciamo a far comprendere alle donne che la relazione con il proprio bambino ha inizio da subito, che tutto quello che fanno, le emozioni che vivono arrivano a lui sotto forma di ormoni allora sarà per loro più facile   comprendere anche tanti cambiamenti fisiologici del corpo e non solo. Speriamo di partire a breve con l'ambulatorio della gravidanza fisiologica, gestito dalle ostetriche. Anche con l’ambulatorio della rieducazione perineale che è diventato attivo (per ora sperimentale) da febbraio, le donne potranno trovare uno spazio di comprensione ascolto, oltre alle competenze richieste. Inoltre il continuo collegamento con il consultorio, rende il lavoro più facile e costruttivo".

Nel periodo pandemico tutte le professioni hanno necessariamente subito un rimodellamento ma, come è stato testimoniato anche da diverse lettere di ringraziamento giunte alla nostra redazione le donne in gravidanza sono state accompagnate al momento della nascita con competenza, umanità, affetto ed empatia…

“Le donne che oggi scelgono il punto nascita di Mondovì hanno a disposizione una camera con bagno e possono essere accompagnate dai mariti, che vengono sottoposti al tampone, durante il travaglio e nelle due ore dopo il parto, durante il contatto pelle a pelle con il proprio bambino per favorire il legame e l’allattamento precoce al seno” – aggiungono le ostetriche.  – “Nelle ore successive i neogenitori possono stare insieme per condividere questo momento importante fino a 24 ore dopo la nascita. L’obiettivo è garantire un’esperienza rispettata”.

Qual è il messaggio che volete dare alle donne in questa giornata?

“L’universo femminile in questo ultimo anno è stato messo alla prova dalla situazione pandemica che ci ha travolto e che chiede continui cambiamenti ed adattamenti alla donna, sia in ambito lavorativo e familiare, che nella gestione dei figli che si trovano a stare a casa con le scuole chiuse e in DAD. È un quotidiano reinventarsi e mettersi alla prova. Siamo anche noi mamme, mogli, lavoratrici e con voi comprendiamo quanto complessa sia quest’epoca. Oggi insieme alla consulta vogliamo dire a tutte le DONNE: GRAZIE! Grazie alle donne che quotidianamente si “ascoltano”, che “respirano profondamente” che attingono alla loro “grande forza e sapere femminile” che hanno dentro e che permette loro di muoversi ogni giorno per rendere questo un mondo migliore per la famiglia e per far nascere i propri figli accogliendoli nel migliore dei modi possibili!”.

Arianna P.

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