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Attualità | 11 giugno 2021, 09:29

A Mondovì un'opera di Anselm Kiefer dalla Reggia di Caserta grazie alla nuova mostra-restauro della Fondazione CRC (VIDEO)

La mostra aprirà oggi pomeriggio alle 15 e sarà visitabile, con ingresso gratuito, fino al 7 novembre

Presentazione della mostra “Fragilità resistente. Anselm Kiefer dalla collezione Terrae Motus di Caserta” (Foto Fondazione CRC)

Presentazione della mostra “Fragilità resistente. Anselm Kiefer dalla collezione Terrae Motus di Caserta” (Foto Fondazione CRC)

Aprirà ufficialmente le sue porte al pubblico oggii, venerdì 11 giugno, la mostra “Fragilità resistente. Anselm Kiefer dalla collezione Terrae Motus di Caserta”.

Dopo i lunghi mesi della pandemia che hanno imposto uno stop agli eventi culturali e alla fruizione dell'arte in presenza, Mondovì e il Museo della Ceramica ripartono offrendo al pubblico la possibilità di ammirare dal vivo l'opera dell'artista tedesco Anselm Kiefer, restaurata nel centro "La Venaria Reale", prima di far ritorno alla Reggia di Caserta.

L'opera protagonista dell'esposizione, realizzata nel 1982, fa parte di “Terrae Motus”, una raccolta di capolavori in ricordo del terremoto del 23 novembre 1980 che devastò l’Irpinia, nasce come risposta alla distruzione e vede l’arte come possibile contributo al processo di ricostruzione.

La mostra, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione CRC, il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, la Reggia di Caserta, il Museo della Ceramica e il Comune di Mondovì ed è incentrata sull’esposizione di “Et la terre tremble encore, d’avoir vu la fuite des géants” e offre al visitatore un percorso di visita "immersivo", strutturato su due sale, grazie alla colonna sonora realizzata per l'occasione da Lorenzo Bongiovanni.

"Un momento di ripartenza dopo il lungo periodo di chiusura forzata" - ha commentato Ezio Raviola, vice presidente di Fondazione CRC, nella conferenza di presentazione, tenutasi in modalità online, ieri mattina- "Questa mostra doveva essere inaugurata a novembre dello scorso anno, ma non è stato possibile. Farlo oggi ha un grande valore simbolico e segna anche la ripartenza degli eventi organizzati da Fondazione CRC per i prossimi mesi. Dopo Manet, Kandinskij e Raffaello ora abbiamo la possibilità, grazie al centro di restauro "La Venaria Reale" e alla Reggia di Caserta Mondovì ospita un altro grande artista, un bel segnale di ripresa". 

"Un momento speciale, reso possibile grazie alla collaborazione di tanti enti e partners" - ha spiegato Sara Abram, segretario generale del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” - "Riteniamo che restituire al pubblico la fruizione di un'opera d'arte sia sempre meritevole perché grazie agli studi che vengono compiuti c'è la possibilità di presentare un nuovo racconto dell'opera". Ringraziamo la Fondazione CRC  che da diversi anni è un partner d'elezione in questo tipo di progetto, Mondovì e il Museo della Ceramica che ci ospitano, la Reggia di Caserta per averci dato fiducia".

"Quest'opera è molto importante per noi" - ha commentato Tiziana Maffei, Direttore della Reggia di Caserta - "Siamo grati al centro di reastauro "La Venaria Reale" per avergli ridato nuova vita con tanta professionalità e passione. Esporla a Mondovì in accompagnamento alla musica è una sintesi perfetta della contaminazione di linguaggio che deve esserci tra le arti. Sono contenta che questa mostra venga inaugurata in questo momento di ripartenza, perché l'arte è una grande cura per reagire alla devastazione".

"L’opera era stata oggetto di uno studio realizzato nell’ambito di una tesi del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Torino in convenzione con il Centro" - ha spiegato Alessandra Bassi, coordinatrice del laboratorio di resauro arte contemporanea del centro "La Venaria Reale" - "In accordo con la Reggia di Casera abbiamo iniziato con una campagna diagnostica con indagini microinvasive e multispettrali per la conoscenza dei materiali. L'opera è realizzata su tela con colori di tipo vinilico con l'applicazione di zolle di argilla cruda. La tela è tensionata su telai lignei e il principale problema conservativo riguardava il peso. Le zolle di argilla infatti pesano circa 57 kg e gravavano sulla struttura tela-telaio. Abbiamo stilato una documentazione per l'intervento e siamo intervenuti lavorando principalmente sul retro inserendo 16 fasce in tessuto, ancorate alle traverse del telaio con elementi metallici e tensori angolari per permettere al telaio di avere respiro. L'intervento è reversibile e abbiamo studiato un nuovo sistema di appensione in modo da scaricare su diverse parti il peso".

"Un progetto che ancora una volta valorizza la nostra città e ci inorgoglisce" - ha dichiarato il sindaco, Paolo Adriano - "Speriamo che iniziative così possano essere un faro e un'attrattiva per i protagonisti dell'arte e della cultura che hanno già scelto e sceglieranno ancora la nostra città".

“Il titolo della mostra sottolinea la ripresa del Museo della Ceramica dopo la chiusura dovuta alla pandemia” – spiega Andreina d’Agliano, presidente della Fondazione Museo della Ceramica di Mondovì –. "Un'opera che si collega sia al momento che stiamo vivendo, un inno alla resistenza".

LA PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA

 

INFO E ORARI

La mostra inaugura domani alle 15 e sarà visitabile il giovedì e venerdì dalle 15 alle 18 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 18 fino al 7 novembre (dal 18 giugno al 12 settembre dal venerdì alla domenica apertura fino alle 19). L’ingresso è libero e non c’è necessità di prenotazione. 

Per maggiori informazioni telefonare allo 0171.452711 o visitare il sito della Fondazione CRC www.fondazionecrc.it. L’iniziativa è realizzata anche grazie al contributo di Agenzia Generali Cuneo, Merlo e Giuggia Costruzioni

 

 

Arianna P.

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