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Attualità | 08 luglio 2021, 07:51

"Abitè" nella provincia di Cuneo: esigenze e difficoltà per il mondo giovanile

I membri del gruppo di ricerca rivolgono il loro invito ad un momento di "congedo" dal progetto "Abitè": venerdì 9 luglio alle 18:30 in diretta streaming

"Abitè" nella provincia di Cuneo: esigenze e difficoltà per il mondo giovanile

Occorre passare dal funzionale concetto di “abitazione” a quello culturale di “abitare”, mettendo quindi al centro dell’analisi la figura dell’”abitante”, inteso nella sua corporeità, nei suoi modelli di comportamento, nel vivo della sua interazione sociale”: così scrive lo storico e saggista Maurizio Vitta in un suo intervento riflettendo sui modelli dell’abitare propri del XXI secolo. 

Nel caso di “Abitè” il soggetto-abitante posto al centro dell’osservazione, di cui si è cercato di interpretare e comprendere più a fondo esigenze ed eventuali difficoltà, coincide con i giovani abitanti della provincia cuneese. 

Originatosi nel giugno 2020 grazie al finanziamento previsto dal bando Mondo Ideare della Fondazione CRC di Cuneo, “Abitè” è un progetto che coinvolge tre realtà di coabitazione di giovani under 30 del territorio: la “Casetta” della Caritas di Saluzzo, la casa di accoglienza dell’associazione “Pro-Tetto Migranti” di Cavallermaggiore e la “Casa Santa Barbara” di Alba. 

Come recita il pay-off dell’iniziativa, “abitare è territorio”, il fine a cui essa muove poggia sullo sviluppo di nuove relazioni territoriali a vantaggio delle comunità e all’incremento della consapevolezza verso la tematica della coabitazione sociale locale, mediante la costituzione di una rete di comunicazione ed incontro. 

A seguito di un anno di attività di ricerca volto all’approfondimento delle dinamiche proprie del mercato delle case e delle cause delle inefficienze che spesso si traducono in ostacolo all’indipendenza abitativa da parte dei giovani, il progetto volge ora al termine. I membri del team, suddivisi in tre gruppi adibiti rispettivamente a ricerca, eventi e workshop, comunicazione, presenteranno in diretta streaming (fruibile al link https://us02web.zoom.us/s/85078264807?pwd=d2t1Nm9VWElWbDN1alRGM2NGWm9jdz09) alle ore 18:30 di venerdì 9 luglio i risultati di uno studio rivelatosi capace di conciliare la collaborazione con alcune realtà presenti sul territorio regionale e nazionale (quali la Fondazione Padri Somaschi di Milano, il Co-housing Via delle Orfane di Torino, Casa Acmos, l’Associazione Il Filo d’Erba di Rivalta di Torino) con le difficoltà generate dalla pandemia. 

In un primo momento abbiamo deciso di sottoporre ai giovani che vivono sul nostro territorio un questionario. Le domande si concentravano principalmente sul come i giovani cuneesi vivono e quali sono le difficoltà che possono incontrare nel cammino verso l’indipendenza abitativa. Successivamente, lo studio si è concentrato sull’incontro di tutti quegli enti privati, pubblici o semi-privati presenti sul territorio cuneese che si occupano, con modalità e strumenti differenti, del mondo delle case e dell’abitazione” – spiegano Giulia Maccagno, Ilaria Lamberti, Michela Bertorello, Leonora Hila e Maria Cristina Galeasso, le cinque ragazze che, coadiuvate dal ricercatore Nicolò Valenzano, hanno gestito, bipartendola in due momenti, l’analisi.

La presentazione dell’elaborato conclusivo racchiude un invito alla partecipazione ad un momento di “congedo” da un progetto che, identificando in inclusione socio-territoriale e questione giovanile i propri capisaldi, si inserisce pienamente nel solco di alcune delle sfide di più urgente attualità.

Ludovica Rossi

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