Grande partecipazione di pubblico ieri, domenica 5 settembre, per la cerimonia di consegna del "Premio Fulvia", istituito dal Comune di Verduno e assegnato quest’anno alla scrittrice Dacia Maraini.
Giunto alla sua terza edizione, il riconoscimento era stato in precedenza conferito ad Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone (2019) e ad Antonio Scurati (2020). L’omaggio al vincitore consiste in una selezione del Barolo di Verduno e del Verduno-Pelaverga, i vini del piccolo borgo langarolo, noti in tutto il mondo.
"Fin dagli anni ’60 Verduno ha ospitato al Castello artisti e scrittori, come Nuto Revelli, Milva, Pinot Gallizio e gli artisti liberi – ha ricordato il sindaco Marta Giovannini –, oltre a essere ricordato dal grande Beppe Fenoglio nel libro 'Una questione privata', dove si racconta della battaglia partigiana in cui badogliani e garibaldini combattono per la prima volta insieme. Da questa tradizione in generale, e da questo libro in particolare, nasce l'idea del premio, che, come nel quadro di Pinot "Sbornia a Verduno", ubriacatura d'arte e di convivialità, mette insieme l'arte, il Barolo e la donna, anello forte della società, ma spesso ancora in ombra, soprattutto nella vita pubblica".
Intervistata da Aldo Cazzullo, Dacia Maraini ha voluto ricordare, in particolare, la figura di Santa Chiara e quella di Marianna Ucria, oltre al dramma che stanno vivendo in queste ore le donne afgane.
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