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Economia | 02 novembre 2021, 07:42

Fondazione CrCuneo: manovre in corso per un nuovo assetto di vertice

La lunga assenza del presidente Giandomenico Genta (sette mesi), pur con la delicatezza che la situazione richiede, sollecita risposte entro fine anno. Si prospetta un passaggio di consegne all’attuale vicepresidente vicario Ezio Raviola

Ezio Raviola e Francesco Cappello

Ezio Raviola e Francesco Cappello

Finora nessuno aveva mosso foglia per il dovuto rispetto nei confronti del presidente Giandomenico Genta, colpito da una forma particolarmente grave di Covid, che continua a combattere in clinica la sua battaglia contro la malattia.

Le condizioni di salute del presidente della Fondazione CrC – secondo coloro che gli sono più vicini – pare siano andate lentamente migliorando in queste ultime settimane, ma non a tal punto da consentirgli di riprendere in mano le redini dell’ente che, proprio nei giorni scorsi, ha comunicato di aver a deliberato il Programma Operativo 2022, con una disposizione di 22 milioni di euro dedicati a progetti ed erogazioni.

Le funzioni, in questa lunga fase di vacatio, sono state esercitate dal vicepresidente vicario Ezio Raviola.

La politica però, pur col fair play che la situazione richiede, ha iniziato a muoversi per arrivare entro fine anno alla definizione di un nuovo assetto di vertice.

La questione appare oltremodo delicata, resa ancor più complicata da alcuni fattori, primo dei quali lo statuto della Fondazione, che non prevede la decadenza del presidente nemmeno per gravi impedimenti.

A quanto è dato sapere, la sostituzione è possibile unicamente nel caso in cui sia l’interessato, sua sponte, a rinunciare. 

Ma se così non fosse, è possibile arrivare ad una revoca?

Fino a questo momento nessuno ha voluto addentrarsi in un terreno minato per comprensibili ragioni di sensibilità umana, prima ancora che procedurali.

Risulta che nelle scorse settimane ci sia stato un incontro al vertice tra il presidente della Fondazione CrTorino, Giovanni Quaglia, e il sindaco di Cuneo, Federico Borgna.

Al summit, ovviamente riservato, avrebbe dovuto partecipare anche il presidente della Regione, Alberto Cirio, ma – da fonti attendibili – pare abbia declinato essendo i rapporti tra lui e Quaglia, in quel frangente, incrinati da tensioni sulle nomine alla Fondazione CrT.

Quaglia, oltre ad essere il grande mentore di Genta, è pure un suo amico personale e immaginiamo quindi che la questione sia stata affrontata con il tatto che il caso richiede.

Genta manca dalla Fondazione da sette mesi ormai, da quando – in prossimità della Pasqua - venne ricoverato in ospedale.

Il quesito più spinoso da affrontare è ora capire se può essere sostituito il solo presidente, senza mettere in discussione l’intera governance della Fondazione Cuneo, designata nell’aprile 2020 e destinata a rimanere in carica quattro anni.

Non è dato sapere cosa sia emerso dall’incontro, anche se indiscrezioni riferiscono che l’ipotesi su cui si sta lavorando sia quella di arrivare a fine mandato senza dover procedere al rinnovo in toto degli organismi, Consiglio generale e Consiglio di amministrazione.     

L’ipotesi più accreditata pare essere una soluzione interna, che coinvolga gli attuali vicepresidenti, il monregalese Ezio Raviola e l’albese Francesco Cappello.

Più nel dettaglio, sembra verosimile la designazione al vertice dell’attuale vicepresidente vicario, Raviola, con Cappello che andrebbe ad assumere il ruolo ricoperto dal suo collega di Mondovì.

In questo modo verrebbe garantita la prosecuzione degli attuali organi fino alla naturale scadenza del mandato (aprile 2024).

In tale eventualità, resterebbe ancora da indicare chi andrà a ricoprire il posto di vice lasciato vacante da Cappello.

Se prevarrà il criterio geografico – considerato che Mondovì e Alba sono state appagate - è possibile che l’incarico di nuovo vicepresidente possa toccare all’avvocato cuneese Enrico Collidà.

GpT

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