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Attualità | 11 novembre 2021, 14:12

“Scavi selvaggi” a Cuneo per la posa della fibra ottica: “Amministrazione subisce i progetti, cerchiamo di limitare i danni”

Il consigliere con delega alle infrastrutture tecnologiche definisce la posizione dell’amministrazione secondo il “decreto Scavi”, ma sottolinea: “Centinaia di chilometri sono stati posati senza ulteriori scavi. Quel che non si vede è difficile conoscerlo”

“Scavi selvaggi” a Cuneo per la posa della fibra ottica: “Amministrazione subisce i progetti, cerchiamo di limitare i danni”

"L’amministrazione sta facendo il possibile per evitare l’impatto dei progetti di posa della fibra ottica sulla città e sull’ambiente: quando è stato necessario siamo riusciti a far modificare i progetti dei tre gestori cittadini ma sono modifiche che possono passare inosservate. Quel che non si vede, ovviamente, è difficile conoscerlo".

A parlare è Silvano Enrici, consigliere comunale di Cuneo che dal progetto di riqualificazione di via Roma si è interessato alle infrastrutture tecnologiche – da cui la delega – in un lavoro di stretta collaborazione con l’ingegner Martinetto e il settore lavori pubblici. E risponde alla lettera inviata al nostro giornale da Lorenzo Pallavicini, pubblicata nella giornata di ieri (mercoledì 10 novembre).

"Una buona maggioranza dei cuneesi si è accorta che i lavori della fibra ottica hanno portato a scavare nelle strade cittadine un po' come fanno le talpe in campagna e se è vero che la fibra ottica è un utile sostegno alla diffusione dell'internet veloce in città, è altrettanto vero che, una volta che tali lavori vengono fatti, la strada va ripristinata in condizioni pari a quella in cui si è trovata" si legge nella lettera; il lettore sottolinea, nel caso specifico, come in via XX Settembre davanti al cinema Monviso i lavori per i cavi dell'internet veloce hanno lasciato vere e proprie cicatrici.

"Per quale ragione, si è scavato in cinque punti diversi della strada e non si è fatto un unico canale dove tutte le compagnie di internet  potevano infilarsi? – ci chiede, ancora, il lettore - Siamo sicuri che tale toppa sia conforme alle prescrizioni sulla sicurezza stradale dell’articolo 14 del Codice della strada che prescrive agli enti proprietari, in questo caso il Comune, di provvedere al controllo tecnico dell’efficienza e delle relative pertinenze?"

Con il “decreto Scavi” il governo permette a ogni azienda di realizzare un proprio scavo per la fibra, nella modalità che più ritiene opportuna, in tutte le città a livello nazionale chiedendo autorizzazione alle amministrazioni comunali. Che, ovviamente, non possono rifiutarsi: ci siamo trovati quindi con progetti di Telecom, Isiline e Open Fiber da dover lasciar posare sulla città” spiega Enrici, sottolineando come – a parere personale – si sarebbe dovuto gestire la situazione similmente a come è stato fatto con la rete telefonica a metà anni ‘90, ovvero indicando un unico gestore di rete e realizzando una rete unica evitando scavi inutili.

Una situazione in cui l’amministrazione si è vista avere le mani letteralmente legate dal decreto. Ma l’obiettivo principale è stato da subito quello di evitare scavi selvaggi nella maggior parte delle zone della città: “Visto che la Wedge Power stava realizzando gli scavi per la posa del teleriscaldamento, abbiamo chiesto ai gestori di entrare dentro questa infrastruttura per limitare il numero degli scavi, in modo simile a come abbiamo fatto poi nel centro storico da piazza Torino a piazza Galimberti realizzando uno scavo unico – ha proseguito Enrici - . La collaborazione tra gestori, però, è pari a zero e mettere tutti d’accordo è risultato davvero molto difficile”.

Concordo con il lettore: in via XX Settembre, come purtroppo in altre parti della città, si riscontra un’anomalia. Ma in quella zona non passa il teleriscaldamento, quindi abbiamo dovuto sottostare agli scavi plurimi: il ripristino del manto stradale avverrà a breve – aggiunge il consigliere - . È un dato di fatto che, come amministrazione, abbiamo dovuto subire il progetto dei gestori autorizzati dal “decreto Scavi” ed è normale che i cittadini fatichino ad accorgersi delle centinaia di chilometri di fibra ottica posata senza ulteriore impatto sulla città”.

Secondo Enrici, insomma, il terreno su cui si è mossa l’amministrazione si è rivelato irto di ostacoli e molto stretto nel definire la sua libertà d’azione. Ma tutto ciò che è stato possibile fare lo si è fatto, anche se in un certo senso è passato inosservato: “Tramite la convenzione comunale con Isiline stiamo facendo posare una fibra ottica comunale che colleghi tutte le scuole ospitate nei locali di nostra competenza, e che serva anche tutte le frazioni, che farà capo a un centro unico situato nel CED di piazza Virginio – conclude il consigliere - . Abbiamo però ancora da chiarire alcune cose relative ai condomini e agli aspetti privati dell’implementazione della fibra: siamo a disposizione degli amministratori di condominio per rispondere a ogni domanda, onde evitare anche cavi volanti sulle facciate prospicienti le strade”.

Simone Giraudi

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