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Eventi | 27 novembre 2021, 18:07

Saluzzo “Racconti d ’Afghanistan” negli scatti di Mario Laporta

La mostra è stata inaugurata giovedì 25 novembre nell’ambito della rassegna “Storie di (dis)pari opportunità” organizzata in collaborazione con l’Igav. Alla ex caserma Musso è visitabile da oggi, il sabato e la domenica, fino al 23 gennaio.

“Racconti d ’Afghanistan”  di Mario Laporta

“Racconti d ’Afghanistan” di Mario Laporta

Inaugurata, giovedì 25 novembre, Giornata contro la violenza sulla donna, negli spazi del “Quartiere” ( ex Caserma Musso in piazza Montebello) la mostra fotografica “Racconti di Afghanistan” a cura di Mario Laporta

L’esposizione organizzata dal Comune in collaborazione con Igav ( Istituto Garuzzo per le Arti visive) nell’ambito degli eventi di  “Storie di (dis)pari opportunità" di potrà visitare da oggi, sabato 27 novembre a domenica 23 gennaio, tutti i sabato e domenica 10-13 e 14,30-18. 

Gli scatti di Laporta narrano la vita di tutti i giorni, scandagliano attraverso espressioni e sguardi un popolo che è alla ricerca della normalità e della libertà con un’attenzione particolare proprio all’universo femminile e alle discriminazioni che le donne afgane subiscono e continuano a subire. Bianco e nero e sprazzi di colore per non dimenticare ciò che accade non troppo lontano da noi.

"Da un'idea dell’Igav  nasce così “un racconto" -  sottolinea il suo presidente, Rosalba Garuzzo - un racconto, scritto con le immagini, di un Paese che alla ricerca della pace perenne trova sul suo cammino solo guerre, conflitti e diseguaglianze”. 

 “La collaborazione con l’Istituto Garuzzo – aggiunge l’assessore alle Pari opportunità Attilia Gullino - ci ha permesso di conoscere il fotografo e, guardando attraverso i suoi scatti, di discutere su democrazia e totalitarismi, sulla condizione della donna e sui rapporti tra Oriente e Occidente. Il suo sguardo testimonia la voglia dirompente delle popolazioni civili di vivere una normalità che in tempo di guerra è loro negata”. 

Le immagini scattate in Afghanistan sono tracce di speranza intercettate durante la seconda ondata antitalebana nel 2002.

“Osservarle oggi – precisa Calderoni - alla luce dei tragici avvenimenti di questi mesi, ha una potenza evocativa enorme, permette di accendere un faro su un Paese alla disperata ricerca di normalità”.

“Sono fotografie scattate durante l’operazione “Anaconda” nel 2002 – spiega l’autore  - Queste foto vogliono essere un augurio affinché gli afghani possano realmente, e da soli, liberarsi di un regime che vorrebbe riportarli in un passato che la stessa quotidianità popolare aveva definitivamente sepolto”.

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