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Sanità | 27 gennaio 2022, 14:20

La Sanità della Granda guarda al futuro: due nuovi ospedali e la rete con il territorio

Stamattina, in Fondazione CRC, l'assessore regionale Icardi ha presentato il dimensionamento dei futuri ospedali di Cuneo, Saluzzo e Savigliano. Entro l'estate i bandi per la progettazione definitiva. Cinque anni per la realizzazione

La Sanità della Granda guarda al futuro: due nuovi ospedali e la rete con il territorio

Una giornata importante per la provincia di Cuneo.

Stamattina sono stati presentati gli studi per la realizzazione dei nuovi ospedali di Cuneo, che resterà hub di riferimento di secondo livello, e di Saluzzo-Savigliano, a servire l'area nord della Granda.

Studi che hanno messo d'accordo tutti, tanto che, entro l'estate, verranno emanati i bandi per affidare la progettazione. 

A presentare i futuri ospedali, in termini di metratura, posti letto, sale operatorie e reparti, è stato l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, visibilmente soddisfatto.

Presenti il direttore generale Azienda ospedaliera Santa Croce – Carle di Cuneo, Elide Azzan, il direttore generale Asl Cn1, Giuseppe Guerra e i tecnici dello Studio AGM Projet, Luca Algostino, Davide Iannuzzi e Claudio Aruta.

Oltre a loro, anche il direttore generale dell'Asl CN2 Massimo Veglio, che ha portato l'esperienza dell'ospedale di Verduno, aperto a luglio del 2020, in piena pandemia, e i cui lavori si sono protratti per oltre 14 anni. "Spero che l'esperienza del nostro ospedale possa essere utile ad evitare certi errori. E a capire che il contenitore non basta, bisogna già pensare al contenuto e, quindi, ai professionisti che ci lavoreranno". 

Presenti anche i sindaci di Fossano, Saluzzo e Savigliano, oltre che quello di Cuneo.

I tempi previsti di realizzazione, per i due nuovi nosocomi, sono di circa cinque anni. 

OSPEDALE DI CUNEO

L'ospedale di Cuneo sorgerà nell'area individuata dietro l'attuale sede del Carle. Su questo l'assessore Icardi è stato chiaro. L'assemblea dei sindaci del territorio - Boves escluso - ha votato in questa direzione, grazie anche al grande lavoro di regia del primo cittadino del capoluogo Federico Borgna.

Sorgerà su una superfiecie - escluse centrali e parcheggi - di 115.000 metri quadri. Avrà 696 posti letto; 109 posti tecnici; 25 sale di diagnostica, 19 sale operatori, 6 sale di emodinamica e radiologia interventistica, 6 sale blocco parto, 3 acceleratori per radioterapia, 2 pet-tc e 115 ambulatori. 

Questo in vista di un fabbisogno annuo di 35mila ricoveri (ordinari e diurni), 215mila prestazioni di diagnostica, 30 mila interventi chirurgici, 2.000 parti e 380.00 visite.

OSPEDALE DI SALUZZO-SAVIGLIANO

L'area non è ancora stata identificata in modo definitivo, si pensa alla prima periferia di Savigliano, lungo la direttrice per Saluzzo, dove ci sono dei terreni agricoli adatti allo scopo. Bisognerà anche modificare la viabilità.

Resteranno tutti i servizi al momento divisi tra i due nosocomi, Saluzzo e Savigliano. Fossano resterà attivo per la riabilitazione e per la lungodegenza e il post acuzie.

La metratura individuata è di 56.500 metri quadri. 325 i posti letto, 57 i posti tecnici; 19 sale di diagnostica, 8 sale operatorie, 2 sale di emodinamica e cardiologia interventistica, 4 sale blocco parto e 34 ambulatori.

Annualmente gli studi effettuati prevedono 17.000 ricoveri; 170 mila esami di diagnostica, 10 mila interventi chirurgici, 1200 parti e 160.000 visite. Per popolazione servita e per il fatto che accorpa i nosocomi di due territori, l'ospedale di Saluzzo-Savigliano è accostabile a quello di Verduno.

LA NUOVA RETE OSPEDALIERA

"E' un giorno importante, perché stiamo presentando l'analisi e la riorganizzazione erogativa di tutta la provincia di Cuneo, con l'integrazione, indispensabile, tra rete territoriale e ospedali", ha detto Icardi.

Il nuovo ospedale di Savigliano-Saluzzo e l'Ospedale di Fossano saranno rispettivamente Ospedale SPOKE di I livello sede di DEA di I livello e come Centro di Riabilitazione e Lungodegenza. I due ospedali costituiscono punti di riferimento per le attività di ricovero a media e bassa complessità e per le post acuzie per distretti Nord Ovest e Nord Est dell'Asl CN1 (169.000 abitanti).

Il nuovo ospedale di Cuneo sarà ospedale HUB di II livello e sede di DEA di II livello. Punto di riferimento per le attività di ricovero ad alta complessità e ad alta specializzazioneper l'intero territorio del Piemonte Sud Ovest (586.000 abitanti). Inoltre, l'ospedale espleta l'attività di base e di I livello per il distretto Sud Ovest (162.000 abitanti).

L'ospedale di Verduno è ospedale SPOKE di I livello e sede di DEA di I livello. Punto di riferimento per le attività e i ricoveri di media e bassa complessità per i distretti di Alba, Bra e dell'Asl CN2 (bacino di utenza di 170.000 persone).

Infine gli ospedali di Mondovì e Ceva, rispettivamente SPOKE di primo livello sede di DEA di I livello e ospedale sede di PS di zona disagiata. Sono punti di riferimento pr le attività di ricovefro di media e bassa complessità per il distretto Sud Ovest dell'Asl CN1 (bacino di circa 85.000 persone).

 

NUOVA RETE EXTRA-OSPEDALIERA DELLA PROVINCIA DI CUNEO

13 case della Comunità - 9 nell'area della Cn1 e 4 nella Cn2

6 ospedali della comunità, uno per ciascun distretto dell'area

6 centrali operative territoriali, una per ciascun distretto dell'area

Possibilità di riconversione/ riqualificazione degli immobili dismessi a seguito della realizzazione dei nuovi ospedali. In questa direzione, si va verso la costituzione di un fondo immobiliare con il coinvolgimento delle Fondazioni bancarie, per i lavori necessari al riadeguamento degli ospedali che resteranno vuoti. 

Su Alba e Bra sono già in atto diversi ragionamenti. Verranno quasi interamente abbattuti e riscostruiti, in quanto le norme sismiche comporterebbero dei costi, per l'adeguamento, superiori a quelli per la ricostruzione. 

Cuneo, invece, potrebbe diventare qualcosa di analogo alla Città della Salute e della Scienza di Torino, in collaborazione con l'Università e come polo di ricerca.

"Partiremo subito con la cabina di regia per individuare le migliori soluzioni e utilizzare al meglio gli spazi che resteranno vuoti, patrimonio della Sanità regionale", ha concluso Icardi.

Barbara Simonelli

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