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Sanità | 23 marzo 2026, 06:05

Liste d’attesa e boom di percorsi di tutela, Auser Cuneo: “Risposte all'80% dall'Asl Cn1”

In due mesi già metà dei casi del 2024, il presidente Arcidiacono aggiunge: “Collaborazione positiva, ma il sistema di prenotazione regionale va rivisto”

Immagine di repertorio

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Cresce in modo significativo il ricorso dei cittadini ai 'percorsi di tutela' per le liste d’attesa sanitarie nel territorio dell’Asl Cn1. Ad agevolarne l'accesso sono gli sportelli al cittadino, che offrono assistenza e affiancamento nella presentazione della documentazione richiesta. In provincia di Cuneo, Auser è tra le associazioni più attive che con i propri volontari si impegna, in alcune località strategiche del territorio, nel supporto, soprattutto agli anziani, nell’accesso ai servizi sanitari.

I numeri parlano chiaro: negli otto mesi del 2024 erano state gestite 850 istanze, salite a 2078 nel corso del 2025. Nei soli mesi di gennaio e febbraio 2026 se ne contano già 574, quasi la metà di quelle registrate in gran parte dell’anno precedente.

Un aumento che evidenzia una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini, ma anche criticità ancora presenti nel sistema sanitario. A fare il punto è Alfio Arcidiacono, presidente provinciale di Auser Cuneo, che spiega: “L’informazione è fondamentale: più si informano i cittadini, più il sistema è chiamato a rispondere. In questo senso sarebbe importante un ruolo ancora più attivo da parte dei medici di famiglia e delle farmacie, che rappresentano il primo contatto con le persone”.

A conferma dell’importanza della comunicazione, emerge come quasi il 40% delle istanze presentate all’Asl Cn1 per i percorsi di tutela provenga dallo sportello al cittadino di Busca, tra i primi ad attivarsi sul territorio e particolarmente efficace nel diffondere informazioni e supportare gli utenti, ma che da quest'anno non è più nella rete Auser. Un dato significativo se si tengono conto concentrazione e incidenza. 

Arcidiacono sottolinea come la collaborazione con l’Asl Cn1 sia positiva: “Abbiamo trovato disponibilità e apertura al confronto anche su nodi critici, con incontri diretti con la direzione. Tuttavia, ciò che non funziona è il sistema di prenotazione regionale, che rappresenta una delle principali difficoltà”.

Un sistema complesso, che ogni giorno registra circa 40mila disdette a livello regionale e che, secondo Auser, andrebbe profondamente rivisto per migliorare l’accessibilità e la gestione delle prenotazioni, riducendo situazioni 'limite' di cittadini di Cuneo andati a visita a Verbania o Novara e viceversa.

Sul territorio, Auser opera attraverso diversi sportelli – tra cui Cuneo, Borgo San Dalmazzo, Mondovì, Fossano, Savigliano, Ceva e Garessio – offrendo supporto a una popolazione che, nel 90% dei casi, è composta da anziani, spesso in difficoltà con burocrazia e procedure digitali.

I dati evidenziano comunque una buona capacità di risposta – precisa Arcidiacono -: tra l’80% e il 90% delle istanze presentate trova soluzione positiva”. Il percorso di tutela, previsto per alcune prestazioni come prime visite ed esami prioritari, obbliga l’Asl a garantire tempi certi. Ma, “anche per le circa 800 richieste fuori da questo percorso sono state individuate soluzioni” aggiunge.

Permangono però criticità, soprattutto nei casi urgenti o legati a patologie oncologiche e per alcune prestazioni diagnostiche. Un altro nodo riguarda la distribuzione territoriale: l’area di Cuneo, con oltre 150mila abitanti tra città e vallate, tende a concentrare la domanda sull’ospedale Santa Croce, mentre in altre zone come Ceva o Fossano si registra una maggiore disponibilità.

Spesso – evidenzia il presidente provinciale Auser Cuneo – i cittadini rifiutano appuntamenti fuori zona, anche se nei tempi previsti dalla legge, preferendo aspettare o ricorrere all’intramoenia o al privato, soprattutto per le visite”.

Un tema che si intreccia con la necessità di una visione più ampia della sanità pubblica. “Difendere il sistema sanitario – conclude – significa garantire servizi su tutto il territorio. Serve anche il coinvolgimento dei sindaci, che per legge sono i primi responsabili della tutela della salute pubblica, ma che oggi risultano troppo marginali nel dialogo con la Regione”.

In un contesto che riguarda circa 450mila abitanti dell’Asl Cn1, il lavoro delle associazioni come Auser si conferma quindi sempre più centrale: un ponte tra cittadini e istituzioni, in un territorio che invecchia e che chiede risposte sempre più rapide ed efficaci.

Sara Aschero

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