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Economia | 11 marzo 2022, 10:30

Welfare e tutele per lavoratori autonomi: è ora il momento di cambiare

I prossimi mesi saranno fondamentali per capire quale sarà la direzione da prendere, soprattutto in termini di soluzioni di welfare per lavoratori autonomi e disciplina sullo smart working

Welfare e tutele per lavoratori autonomi: è ora il momento di cambiare

I dati sono positivi, dopo lo choc del 2020 e tutte le difficoltà dovute alla crisi sanitaria da Covid-19, il settore del lavoro autonomo sta finalmente (ri)emergendo. È quanto si legge nello studio condotto dall’Osservatorio sulle partite Iva del Ministero dell’Economia e delle Finanze secondo cui, nel corso del 2021, sono state aperte 549.500 nuove partite Iva con un balzo di +18.2% rispetto al periodo precedente.

Oltre ai numeri, però, c’è un altro importantissimo aspetto che preannuncia un ritorno alla normalità: la riapertura della trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale degli Studi Professionali che, ad oggi, interessa oltre 1 milioni di lavoratori.

I lavori si erano interrotti due anni fa a causa della pandemia, ma sono ripartiti ufficialmente il 9 febbraio quando, a Roma, le parti sociali si sono riunite presso la sede di Confprofessioni. I prossimi mesi saranno fondamentali per capire quale sarà la direzione da prendere, soprattutto in termini di soluzioni di welfare per lavoratori autonomi e disciplina sullo smart working.

Le parole di Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni

A fare il punto della situazione ci ha pensato Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni che, in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera - L'Economia, ha commentato: “Dobbiamo dare un nuovo impulso a un settore economico che sta lentamente riemergendo dopo lo choc pandemico. La trattativa per il rinnovo del contratto nazionale deve necessariamente tener conto delle evidenti difficoltà degli studi professionali durante la crisi sanitaria e di una ripresa economica ancora incerta. Non possiamo pensare di riprendere le trattative dove le abbiamo lasciate due anni fa, ma certamente bisogna tener conto che questi contratti sono fermi da quattro anni”.

L’obiettivo principale delle parti sociali coinvolte nella trattativa sarà trovare nuove tutele di welfare e, ovviamente, “aggiornare la normativa contrattuale anche alla luce delle recenti novità in particolare, della disciplina sullo smart working partendo dal Protocollo nazionale sul lavoro agile, sottoscritto lo scorso dicembre dalle parti sociali con il ministro Andrea Orlando. Naturalmente bisognerà trovare un accordo quadro collettivo che tenga conto delle esigenze del lavoro agile negli studi professionali”.

Ancor più che in passato, infatti, welfare e territori dovranno essere il cuore del nuovo contratto nazionale: “Direi colonne portanti - le parole di Stella - per rendere più forte il potere d’ acquisto, bisogna accentuare il welfare sanitario e sociale: baby sitter, copertura sanitaria per i figli, convenzioni con piani di welfare aziendale. Ma bisognerà far tesoro anche di ciò che abbiamo appreso con la pandemia: il nostro territorio è disomogeneo e ha esigenze diverse. Bisognerà studiare formule di welfare territoriale e pensare anche a contrattazioni di secondo livello adatte alle diverse condizioni socio economiche dei nostri territori”.

Leggermente diverso il tema delle tutele e degli ammortizzatori sociali su cui Gaetano Stella si è espresso in questo modo: “La pandemia ha confermato che abbiamo bisogno di una rete di tutele. I cosiddetti Fondi di solidarietà sono stati molto importanti in questa fase e vanno rafforzati ma servono anche politiche attive per i professionisti e i dipendenti degli studi professionali per esempio prevedendo attività per il reimpiego o per la formazione magari attraverso fondi interprofessionali”.

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