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Attualità | 14 giugno 2022, 19:29

Rogazioni alla Mellana di Boves: un momento suggestivo di fede e preghiere

Riceviamo e pubblichiamo

Rogazioni alla Mellana di Boves: un momento suggestivo di fede e preghiere

Mercoledì primo giugno, nella parrocchia di Mellana, Frazione di Boves, si sono svolte le Rogazioni. Il suggestivo e naturale percorso di fedeli oranti, verso il torrente Gesso, si è snodato dal sagrato della chiesa alla croce, addobbata dalle famiglie Toselli e punto di riferimento anche per il rosario mariano.

Nel programma itinerante, le antiche preghiere contemplate dal Messale Romano sono state integrate da invocazioni e canti di lode e ringraziamento al Signore. Una riflessione sull’acqua ha richiamato i partecipanti a considerare questo elemento naturale tra i beni più preziosi. Al termine, don Beppe ha donato a tutti i partecipanti, in ricordo, un cartoncino con la preghiera, recitata ancora insieme, composta da papa Francesco e riportata nell’ultimo capitolo della sua seconda Enciclica Laudato Si’. 

Don Beppe, poi, nel saluto conclusivo ha manifestato l’intento di ripetere negli anni a venire le Rogazioni che oltre a costituire una importante invocazione al Signore di protezione per i frutti della terra e per il dono dell’acqua e della pace in tutto il mondo, si sono rivelate un gradevole momento di aggregazione e cordialità tra tutti i presenti. Una bella serata di calura estiva dominata da profumi di fiori, di fieno maggengo e da intermittenze luminose degli insetti notturni, raggruppati in volo a centinaia.

Una parte dei partecipanti ha ancora proseguito fino al torrente Gesso. Possa essere anche questo un segnale di speranza e di buon auspicio per una solerte ricostruzione della pedancola.

 

DALLE ANTICHE ROGAZIONI ALLA LAUDATO SI’

Ricordo con nostalgia la processione che il parroco don Adelchi, svolgeva il 25 aprile nella ricorrenza di San Marco evangelista a cui è dedicata la parrocchiale di Rocca de’ Baldi dove ho vissuto per oltre venticinque anni. Gli abitanti della campagna circostante affluivano a Rocca, dove dal sagrato, uniti ai fedeli del concentrico, partivamo in processione per la preghiera itinerante verso Pogliola, compresi i fortunati chierichetti che portavano l’aspersorio e, cosi, tutti in doppia fila, oltrepassando la cappella della Crocetta raggiungevamo il “pilone vecchio” da cui facevamo ritorno alla chiesa. Le Rogazioni, di cui rammento lo svolgersi fino agli anni 80 circa, costituivano, dopo le processioni del Corpus Domini e della festa patronale di San Magno, l’evento itinerante più importante dell’anno liturgico. Le varie invocazioni scandite in latino durante il percorso, erano rivolte al Signore affinché ci liberasse dalla guerra, dai terremoti, dalla carestia, dal fulmine, dalla grandine, dalle pandemie, da altre calamità e fossero assicurati raccolti agricoli soddisfacenti per sfamare le popolazioni. Le Rogazioni poi, si distinguevano in Maggiori e Minori. Le prime, celebrate il 25 aprile pare derivassero da un’antica tradizione pagana trasformata poi in rito cristiano da papa Liberio nel IV secolo. Le seconde invece, svolte nei tre giorni antecedenti l’Ascensione e risalenti all’anno 474, furono istituite da San Mamerto, vescovo di Vienna, in seguito a terremoti e altre calamità occorse.

Ho appreso con soddisfazione che in alcune regioni italiane, tanto del Nord, quanto del Sud, le Rogazioni siano state recentemente ripristinate, mentre, in alcuni paesi del cuneese, specialmente delle Langhe, questa bella tradizione ha sempre continuato a svolgersi in tarda primavera, come ad esempio a Fontanelle di Boves.

 Inoltre, a Boves, in Frazione S. Anna, si è svolta quest’anno, per la seconda volta, la preghiera itinerante per i buoni raccolti e per la pace con partenza dalla cappella di S. Anna alla chiesetta dedicata a San Filippo Neri. 

Ritengo che oggi più che mai sussista la necessità di pregare e invocare la protezione Divina, in questo periodo dominato dalle pandemie, dalle guerre (nel mondo oltre 50 conflitti) e afflitto dai cambiamenti climatici che mettono a repentaglio le coltivazioni e i raccolti degli agricoltori.

Papa Francesco nel 2015 nel promulgare la sua seconda enciclica “Laudato Si’, citando il cantico delle creature

di San Francesco, ci invita a rispettare la terra in armonia con tutto il creato oltre a sollecitare a ricercare, per il mondo intero uno sviluppo sostenibile a 360 gradi, tenendo conto dei vari aspetti, culturali, politici, tecnologici, oltre alla proposta di nuovi stili di vita.

Chissà se in sette anni qualche segnale positivo si è già riscontrato!

Laura Calcagno

Al direttore

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