Si avvicina la data di domenica 25 settembre, giorno in cui, insieme alle elezioni politiche, si svolgeranno in contemporanea le votazioni per il nuovo presidente della Provincia, riservate a sindaci e consiglieri comunali della Granda, poco più di 2.800 amministratori.
Una consultazione, quella della Provincia, che, dopo la riforma Del Rio, ha segnato un distacco tra l’ente e i cittadini essendo divenuta elezione di secondo grado.
La concomitanza con le politiche ha concorso ad accentuare lo spirito di competizione, soprattutto da parte del centrodestra che vuole rinserrare le fila in vista dell’appuntamento elettorale nazionale.
Già da settimane è in campo, per un’area civica ampia ed eterogenea, la candidatura del sindaco di Mondovì, Luca Robaldo.
Nelle intenzioni di coloro che l’hanno lanciata, in primis il sindaco di Busca, Marco Gallo, avrebbe dovuto (o potuto) trattarsi di una soluzione unitaria, sul modello di quanto successe la volta scorsa con l’elezione del sindaco di Cuneo Federico Borgna.
Senonchè, vari fattori hanno concorso a rendere impraticabile questa strada.
Quando manca una settimana alla scadenza dei termini per la presentazione delle candidature, si ha la certezza che gli amministratori comunali della Granda dovranno scegliere il presidente tra due opzioni.
Robaldo, che si aspettava la “benedizione” di Alberto Cirio (non arrivata), ha comunque ribadito la sua volontà di essere in campo, rimarcandone l’aspetto “civico”.
Il centrodestra contesta quella che definisce una “falsa civicità” e per una settimana ha ricercato un candidato da contrapporre al sindaco di Mondovì.
Sembrava, in un primo tempo, che in corsa potesse esserci Carlo Bo, sindaco forzista di Alba, capitale economica della Granda, ma – come confermano i big di Fratelli d’Italia e Lega (pur dietro l’anonimato) - è mancato il benestare del presidente della Regione, suo collega di partito, il quale avrebbe opposto un veto con motivazioni rimaste ovviamente riservate.
Bo, interpellato, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Le attenzioni si sono indirizzate sul Saluzzese, dove sono stati interpellati vari sindaci.
Nel fine settimana ha preso piede la candidatura di Roberto Dalmazzo, 46 anni, geometra, sindaco di Lagnasco, importante realtà frutticola a metà strada tra Saluzzo e Savigliano.
Lagnasco fa parte di Octavia, l’associazione di comuni a cavallo tra il Saluzzese e il Saviglianese, costituitasi nel 2016 e che oggi conta l’adesione di 17 municipi.
Una quindicina di giorni fa il presidente dell’associazione, Matteo Morena, giovane sindaco di Cardè, aveva inviato una lettera alle segreterie provinciali dei partiti chiedendo attenzione per i piccoli comuni nella circostanza del voto per il nuovo vertice della Provincia.
Dalmazzo sabato pomeriggio ha sciolto le riserve dopo il pressing dei maggiorenti del centrodestra, primo fra tutti Cirio.
Il tempo stringe e le candidature devono essere sottoscritte da almeno il 15% degli aventi diritto al voto, pari cioè ad un minimo di 422 firme, aspetto che richiede uno sforzo organizzativo non indifferente.
Le candidature vanno presentate in Provincia domenica 4 settembre (dalle 8 alle 20) e lunedì 5 settembre (dalle 8 alle 12).
Successivamente, si procederà al loro esame, alla richiesta di eventuali integrazioni e, infine, venerdì 16 settembre, saranno pubblicate.
I seggi saranno allestiti nella sede della Provincia in corso Dante a Cuneo (1 seggio con 2 sottosezioni) e a Roddi (1 seggio), nella sede del Reparto Viabilità di Alba.














