“E’ stata un’ esperienza molto importante per conoscere direttamente la realtà che ogni anno viene presentata dal garante comunale dei detenuti del "Morandi" (da tre anni è il dottor Paolo Allemano) - afferma il presidente del Consiglio Enrico Falda, che ha organizzato la visita di una ventina di consiglieri al penitenziario di alta sicurezza di Saluzzo, giovedì scorso.
"E’ la prima volta che accade e abbiamo colto anche la soddisfazione dei detenuti per la visita, insieme al loro entusiasmo e la voglia di fare con il desiderio di comunicare all’esterno– Tutto questo sarà una base importante per continuare nei progetti di avvicinamento del carcere alla comunità, grazie ai numerosi progetti in corso e in via di sviluppo. Il carcere non è dimenticato dalla città".
Maria Andolina, capo area educativa del Morandi di Saluzzo, diretto da Giuseppina Piscioneri: “la percezione ambientale del carcere effettivamente è molto diversa dall’esterno, per cui toccare con mano questa realtà è importante e sono contenta che sia avvenuto. Con il comune di Saluzzo abbiamo sempre mantenuto buona collaborazione, sia per quanto riguarda le opportunità lavorative dei detenuti che i progetti culturali di vari enti e associazioni: dalla Fondazione Bertoni, all’Apm, agli eventi".
Le criticità ci sono, sono legate agli spazi, alle carenze personale di polizia penitenziaria e amministrativo, alle lungaggini burocratiche, "anche solo per spostare una sedia in cella" . “Ma la situazione di detenzione nel Morandi è migliorata con un lavoro svolto nell’ottica di rendere più umana la vita dietro le sbarre, insieme a quello di crescita culturale e di reinserimento delle persone recluse - afferma il Garante Allemano che ha presentato il suo dossier nel consiglio del primo marzo - In questo carcere c’è buona umanità. Il personale lavora bene e va premiato. "Qui si sta bene" sento dire dai reclusi e i trasferimenti vengono richiesti per diminuire la distanza dalla famiglia".
Anche il passaggio a carcere di alta sicurezza è stato meno destabilizzante di quanto ci si aspettava". Sono 380 i detenuti del carcere in Regione Bronda in regime di alta sicurezza, la maggior parte italiani.
In collaborazione con l’Università di Torino a giugno dello scorso è stata inaugurata la sezione per studenti detenuti : “un fiore all’occhiello – sottolinea il consigliere di maggioranza Roberto Revelli - E’ la dimostrazione che anche in una realtà dura come il carcere, se c’è la volontà di crescere, si può fare".
La formazione universitaria, partita con 6 iscritti nel 2018, oggi ne ha 36 iscritti e un primo laureato. Rappresenta il completamento dell’offerta scolastica dietro le sbarre dove sono attive e in crescita numerica la media del Centro provinciale di Istruzione per Adulti (Cpia), la sezione distaccata dell’istituto Denina e il corso completo (5 anni) di istruzione superiore del Liceo artistico Soleri Bertoni.
“Il Morandi è certamente un luogo difficile – aggiunge Alessandra Piano avvocato penalista, consigliere di opposizione - abitualmente ho modo di incontrare i detenuti nell’area riservata agli avvocati. Andare oltre i cancelli, mi ha permesso di entrare nella quotidianità e umanità di queste persone, per molti dei quali “il fine pena è mai”. E’ percepibile il desiderio di riscatto e l’ entusiasmo di fare, sia con un mestiere che intellettualmente, attraverso attività che danno un senso alla loro esistenza e al loro futuro".
Tra le aree visitate dai consiglieri comunali, guidati dal vicecomandante della Polizia del carcere saluzzese Francesca Mercadante, il biscottificio, l'area teatro, i laboratori di artigianato, il “Giust’orto” ovvero l'orto del carcere, laboratori di sartoria di produzione di borse, attività i cui prodotti e manufatti vengono anche proposte all’esterno in mostre o manifestazioni, come in questo momento nell’ambito di Start Artigianato a Saluzzo, nel Palazzo Monterosso.













