Lo scorso 16 giugno si è riunito il tavolo di lavoro dei consorzi irrigui cuneesi per affrontare il tema della gestione delle risorse idriche per l’agricoltura.
Tra i portatori di interesse erano stati invitati i rappresentanti delle categorie agricole Coldiretti, Confagricoltura e Cia, oltre alla Camera di Commercio di Cuneo, ma non i rappresentati delle associazioni di pescatori presenti nel comitato pesca della Provincia e neppure i rappresentanti delle associazioni ambientaliste cuneesi.
Dal resoconto dettagliato della riunione riportato da TargatoCN si evince che verrà affrontata la mancanza d’acqua dell’agricoltura con “deroghe di rilascio sui corsi d’acqua riguardo al deflusso minimo vitale dei fiumi necessario a garantirne la naturale integrità ecologica, di logiche adeguate di riparto, di pozzi e della necessità di realizzare invasi per l’irrigazione…”.
Bisogna qui ricordare che il deflusso minimo vitale è obsoleto e va sostituito dal deflusso ecologico che tiene conto di tutti gli aspetti del regime idrologico e delle funzioni e dei servizi ecosistemici associati.
Proprio la scorsa settimana è stato presentato il Quaderno 44 della Fondazione CRC dove si può trovare a pag. 35 un altro tipo di risposta al problema: “Un elemento chiave nell’assicurare la sicurezza idrica sarà, infatti, l’ottimizzazione della risorsa idrica per scopi irrigui, grazie all’impiego di nuove tecniche di irrigazione intelligente di precisione che promettono ampi margini di riduzione dei consumi, pur mantenendo la produttività dei sistemi agricoli, come si è già visto in diverse applicazioni nelle regioni europee meridionali….”
Molto semplicemente dobbiamo chiederci se la produzione agricola attuale è compatibile con l’ambiente fluviale e con la sua biodiversità. Ovvero dobbiamo decidere se i fiumi possono andare in secca nel periodo estivo, o anche prima in caso di scarse precipitazioni piovose, per mantenere tutto l’anno i canali irrigui efficienti oppure se riteniamo che il sistema ecologico fluviale sia un valore che va preservato. Secondo noi negli ultimi anni la scelta è stata quella di dimenticarsi dei fiumi e di far prevalere altri interessi a quelli ambientali. Scelta assolutamente lecita, ma che ha come conseguenza la perdita, o quantomeno, la sofferenza di una parte importante di tutto l’ecosistema.
Bruno Piacenza – presidente Legambiente Cuneo
Domenico Sanino – presidente Pro Natura Cuneo
Patrizia Rossi – presidente LIPU Cuneo
Albino Gosmar – presidente Cuneo Birding
Alberto Collidà – presidente Italia Nostra Cuneo













