Dopo che il suo mentore, Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma ed ex ministro dell’Agricoltura, si è gettato a capofitto sul caso del generale Vannacci, Beppe Lauria – cui non fanno certo difetto le provocazioni politiche – non vuole essere da meno.
Mentre la rimozione del militare dalla guida dell’Istituto geografico di Firenze continua a dividere il centrodestra e soprattutto Fratelli d’Italia, tra chi si pronuncia a favore della decisione assunta dal ministro della Difesa e chi tace, il consigliere comunale cuneese ne inventa un’altra delle sue.
Ha infatti presentato un provocatorio ordine del giorno al presidente del Consiglio comunale di Cuneo, Marco Vernetti, nel quale chiede che venga espressa solidarietà al generale Roberto Vannacci e stigmatizzato il comportamento del ministro della Difesa Guido Crosetto.
Lauria fa un’ampia premessa per descrivere il “caso” e poi viene al dunque evocando quella che definisce un’ “azione punitiva” che nulla (o ben poco) avrebbe a vedere – a suo giudizio - col discusso libro “Mondo al contrario”.
Non solo. Contesta apertamente la decisione di Crosetto: “La delicatezza – scrive il consigliere di opposizione - avrebbe dovuto consigliare al ministro di dosare le proprie esternazioni e, comunque, avrebbe dovuto, pur nella libertà di azione delle regole cui soggiacciono le Forze Armate, attendere il responso dei doverosi approfondimenti”.
Continua l’esponente della destra radicale, già candidato alle scorse elezioni europee nella lista di CasaPound: “Proprio il ministro Crosetto, per altre questioni afferenti questioni legate a membri del Governo, con una incredibile tranquillità, era riuscito a declinare come “questioni poco rilevanti” situazioni che viceversa erano state percepite dalla pubblica opinione come imbarazzanti anche a livello politico, evidenziando con ciò la sua straordinaria “sensibilità garantista”. Sensibilità alla quale, tuttavia, sembra essere venuto meno anche in altre recenti occasioni, come nell’inchiesta per dossieraggio illecito a carico di un tenente della Guardia di Finanza, scaturita proprio da una denuncia del ministro: anche in questo caso i fatti sono tuttora da accertare. Proprio questa straordinaria “sensibilità garantista” – aggiunge il consigliere di opposizione - non è emersa nel caso Vannacci sebbene questa volta (al contrario di altre ben più dettagliate), l’unica “sollecitazione incriminatoria” sia stata un articolo su Repubblica”.
Sulla scorta di queste considerazioni, l’ordine del giorno “impegna il sindaco e la giunta, nello stigmatizzare l’azione del ministro Crosetto, a richiedere alla Presidenza del Consiglio che venga fatta piena luce sugli accadimenti oggetto di denuncia avanzata dal generale Vannacci, relativamente al presunto utilizzo in zone operative di armamenti ad uranio impoverito, vera causa di quanto accaduto nelle ultime settimane”.
Un ordine del giorno che - se accettato dal presidente del Consiglio comunale Vernetti – non mancherà di creare trambusto sia a destra che a manca.














