Ognuno di noi può fare del bene per rendere il mondo un posto migliore per gli altri; d'altronde, ad un certo punto della vita, ci si rende conto che, tra tutto ciò che si è visto e vissuto, l'unica cosa che ha avuto e avrà sempre importanza sono le persone.
I modi per sostenere il prossimo sono innumerevoli; al fianco delle raccolte fondi e delle donazioni, rientrano i lasciti testamentari, strumenti che consentono di ricordare nel proprio testamento l'ente o l'associazione benefica alla quale ci si sente maggiormente legati, come l’associazione VIDAS che offre assistenza sociosanitaria ai malati con patologie inguaribili, stimolandola a portare avanti con serenità e fiducia progetti importanti, senza naturalmente andare a ledere in alcun modo i diritti di successione dei propri cari.
Ma cosa sono i lasciti testamentari e come funzionano? Scopriamolo insieme in questo breve articolo.
Il lascito testamentario per supportare associazioni benefiche
Ancora poco conosciuto nel nostro Paese, il lascito solidale offre l'opportunità di fare la differenza, dando continuità al proprio sentire e alle proprie idee anche quando non si sarà più qui, così da permettere a ciò che si è costruito in una vita intera di non dissolversi e di contribuire, come un nuovo inizio, a realizzare, giorno dopo giorno, un futuro più sereno. Questo vale per chiunque abbia bisogno di supporto e assistenza, compreso chi è affetto da malattie inguaribili e viene sostenuto da associazioni come quella di VIDAS, decisa a donare a queste persone la migliore qualità di vita possibile e il rispetto della dignità umana fino agli ultimi istanti di vita.
Fare testamento è un diritto fondamentale; quando si fa un lascito, si ricorda – dal latino “re” e “cordis”, ossia “richiama al cuore” – nel proprio testamento un'associazione del Terzo Settore, sostenendone l'operato. Si tratta di un gesto semplice, ma di grande impatto sia per chi opera all'interno dell'ente destinatario, sia per chi è da questo supportato e sostenuto
Ogni donazione, anche la più piccola, è importante
Non è necessario che il lascito sia ingente; ogni sostegno, anche piccolo, può fare la differenza, soprattutto per chi non può più affidarsi a cure che conducano a una guarigione. Ognuno, in base alle proprie disponibilità e tenendo conto della quota disponibile, può decidere quanto o cosa destinare all'associazione che desidera sostenere.
Il lascito non deve consistere necessariamente in una somma di denaro, ma può assumere varie forme, tra cui:
- una polizza assicurativa;
- la liquidazione del TFR o del TFS;
- quote di fondi di investimento;
- azioni, obbligazioni o altri titoli;
- beni immobili;
- qualsiasi tipo di bene mobile, come opere d'arte e collezioni.
Il lascito del testamento solidale, inoltre, come stabilito dal Decreto Legge 346/1990 e successive modifiche, non è soggetto a imposte e, per questo, il suo valore verrà interamente destinato a supportare l'operato dell'ente no profit scelto.
Come fare un lascito testamentario
Fare un lascito testamentario è un'operazione davvero semplice, in quanto è sufficiente indicare nel testamento il nome dell'associazione benefica e la descrizione chiara e dettagliata del lascito.
Questo documento, per essere ritenuto valido, deve essere formulato secondo una delle forme disciplinate dal Codice Civile; le due principali sono:
- il testamento pubblico: prevede che il testatore esprima le proprie volontà di fronte a un notaio, il quale redigerà l’atto, e due testimoni non nominati nel testamento stesso e non aventi rapporti di parentela con chi crea il documento;
- il testamento olografo: si tratta della forma più semplice e di facile stesura, in quanto scritto a mano, datato e firmato dal testatore in qualsiasi momento, senza bisogno che siano presenti soggetti terzi.
È importante ricordare che, indipendentemente dalla tipologia scelta, il testamento valido è sempre l'ultimo.
Quale quota può essere donata liberamente?
Il lascito ad associazioni benefiche come VIDAS, non intacca in alcun modo i diritti dei propri cari, i quali, essendo tutelati dalla legge, avranno sempre diritto alla quota legittima, variabile in base al grado e al tipo di parentela.
Ad esempio, se tra gli eredi è presente solo il coniuge, questo avrà diritto alla metà della quota ereditaria, mentre la parte restante potrà essere destinata liberamente secondo le volontà dell’individuo, incluso a un'associazione benefica; se invece si hanno coniuge e un figlio, questi avranno diritto a un terzo dell'eredità a testa, mentre la parte restante potrà essere destinata al lascito testamentario.













