La Giunta di Sanfront ha autorizzato la posa di una lapide in memoria di quel personaggio storico che fu il concittadino Michele Roccavilla, nato appunto a Sanfront nel 1787 e deceduto in Grecia nel 1827.
A farne richiesta era stato, ad inizio agosto, a nome di tutta la famiglia, Alberto Roccavilla, che dello storico antenato ha narrato in un libro di recente pubblicazione vita e vicissitudini ricostruendone la biografia anche attraverso numerosi inediti. Uno scritto in cui emergono sacrificio, impegno, altruismo: in tempi di egoismi internazionali, decisamente un’altra Europa.
Michele Roccavilla nasce in un periodo storico durante il quale – tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento – forze centrifughe culturali, sociali e politiche ispirarono la Costituzione della Corsica nel 1755, quella americana adottata nel 1787 e fecero deflagrare la Rivoluzione francese nel 1789. Roccavilla - scrive il Centro Studi Piemontesi - scenderà in guerra nell’esercito napoleonico, quindi parteciperà ai moti del 1821 in Piemonte, poi sarà in Spagna in soccorso del governo costituzionale. Infine combatterà in Grecia, durante la guerra d’indipendenza, nel biennio 1825-’27. E proprio nel 1827 morirà, non senza aver compiuto un atto di eroismo.
La Giunta ha ritenuto giusto ed opportuno autorizzare la posa della lapide (che troverà spazio accanto a quella che ricorda Stefano Roccavilla, accanto all’ingresso di “Casa Roccavilla” che si affaccia sulla piazza centrale del paese) a mo’ di garanzia di “una nuova conoscenza storica fruibile dalla popolazione nel contesto locale richiamando un’epoca di profondo rinnovamento della società civile” ed affinché il ricordo di Michele Roccavilla possa essere tramandato anche a memoria futura nel contesto cittadino e della famiglia”.
Stefano Roccavilla viene ricordato con l’altra lapide perché “con spirito di libertà e solidarietà, interpretando le angosce del popolo affamato” si pose alla testa degli insorti a sostegno delle loro richiesta. “Sottomessi ai poteri costituiti, nonostante le promesse fu arrestato a Cuneo, processato e subito giustiziato a Saluzzo, il 23 agosto 1797. Poco dopo l’esecuzione, beffarda, giunse la Grazia Reale.
Le spese per la realizzazione della lapide e della sua posa saranno a carico della famiglia.













