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Attualità | 06 novembre 2023, 18:29

Le celebrazioni dei IV Novembre a Garessio con autorità, associazioni e gli alunni della primaria

Non ha fatto mancare la sua presenza alla cerimonia il veterano Renato Quaglia che ha compiuto 105 anni

Le celebrazioni dei IV Novembre a Garessio con autorità, associazioni e gli alunni della primaria

Il comune di Garessio ha celebrato ieri, domenica 5 novembre, la Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. 

Oltre ai rappresentanti dell'amministrazione comunale, dei Carabinieri e a una rappresentanza della Polizia locale con l'agente Canevari, hanno presto parte alla cerimonia e al corteo, gli alpini del gruppo ANA locale, i membri dell'associazione carabinieri in congedo, una delegazione dei vigili del fuoco e un nutrito gruppo ddi alunni della scuola Primaria. 

Il sindaco Ferruccio Fazio, unitamente agli assessori Pierandrea Camelia e Paola Carrara, ha ricordato l'importanza di celebrazione il "IV novembre", ringraziando in particolare tutti i presenti per la partecipazione.

"Il  4 novembre - ha detto il sindaco nel corso dell'orazione ufficiale - si festeggia la conclusione della Prima Guerra Mondiale e il momento in cui l’Italia poteva finalmente dire di essere unita, e si celebrano le nostre Forze Armate, che ogni giorno ancora oggi mostrano quanto siano importanti anche in tempi di pace per vigilare sul nostro territorio.

Tra i molti giovani che hanno combattuto e perso la vita nella prima guerra mondiale, vi erano anche garessini, lì sono morti i fratelli Fasiani, il tenente Ugo (1893) ed il capitano Enrico (1890): il primo sul Monte Nero nel giugno 1915 (due medaglie d’argento al valore) ed il secondo mutilato e scomparso poi nel 1919. Quest’ultimo ero uno studente di Giurisprudenza e su quel fronte era impegnato anche Gian Maria (classe 1887), tenente medico aiuto di clinica chirurgica impegnato nel laboratorio batteriologico che proprio sul fronte, che in quei giorni terribili – immaginate anche con le notizie che gli arrivavano sui fratelli dispersi in guerra - studiò la gangrena gassosa, infezione altamente mortale dovuta alle ferite da arma da sparo, e realizzò uno dei primi sieri per combatterla.

Gian Maria sarebbe diventato uno dei padri della neurochirurgia (a lui sono intitolate le nostre Scuole Medie) ed il quarto fratello Fasiani, Mauro, sarebbe passato agli onori della storia come noto economista. Cosa sarebbero potuti diventare, invece, Ugo ed Enrico? Sul fronte l’Italia ha perso una gioventù appassionata, piena di valori, intelligente, volenterosa e voglio ricordare quello che era un mio pro-prozio, Teodoro Pietro (15/4/1893), disperso l’8 giugno 1915 in Libia, era in fanteria e forse fu fucilato dai Turchi: lui di famiglia contadina, mandato dai Deversi nel caldo deserto per combattere, quante volte si sarà chiesto “Perché?”.

Per questo dobbiamo sempre dire di no alla guerra, alla violenza, ancor più in questo momento storico, per non perdere il futuro della nostra Nazione e del Mondo intero."

Dopo la tradizionale deposizione della corona d'alloro, con l'accompagnamento del Corpo Bandistico Alta Valle Tanaro, i presenti hanno raggiunto la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, dove è stata celebrata la S. Messa, officiata da don Giancarlo. 

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