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Attualità | 22 novembre 2023, 11:30

Gli amici del Caffè Letterario di Bra ricordano Giulia Cecchettin

Ritratto in prosa e un disegno della ragazza dal sorriso gentile che sognava la laurea

Giulia Cecchettin nel disegno realizzato per lei da Yatri

Giulia Cecchettin nel disegno realizzato per lei da Yatri

La sua laurea era fissata per giovedì 16 novembre. Un traguardo importantissimo per Giulia Cecchettin, trovata morta due giorni dopo in un canalone vicino al lago di Barcis (Pordenone). 

La sorella e il papà, quando ancora era viva la speranza di ritrovarla dopo la misteriosa scomparsa, a cui si erano aggrappati con tutte le forze, avevano decorato il cancello di casa, a Vigonovo (Venezia), con i fiocchi rossi. 

Seconda di tre fratelli, Giulia aveva frequentato il liceo classico Tito Livio di Padova e dopo il diploma si era iscritta alla triennale di Ingegneria biomedica, sempre a Padova. Un anno fa la ragazza aveva attraversato una fase molto difficile per la perdita della mamma, Monica Camerotto, morta di malattia a soli 51 anni. 

Animatrice del Grest, truccabimbi, una passione per i bambini che voleva continuare a coltivare andando alla Comix di Reggio Emilia per diventare disegnatrice di cartoni per i più piccoli. Questo era il sogno di Giulia. 

Gli amici del Caffè Letterario di Bra hanno voluto ricordare la ragazza 22enne dal sorriso gentile che si è spento troppo presto con un’opera in prosa di Alessandra Forlani e il disegno di Yatri. 

  

A Giulia 

Fili di sogni, intrecciati alle tue speranze, giorni felici in attesa di un traguardo, che non doveva rappresentare la fine ma un inizio nuovo. 

L’entusiasmo in un sorriso, la frenesia dei preparativi in un paio di scarpe da comprare, per essere più bella, per la festa più importante. 

Tutto questo, come un orologio con le lancette rotte, si è fermato quella notte, su una piazza sotto casa, mentre la luce nei tuoi occhi veniva spenta da chi aveva la pretesa di amarti. 

Hanno spento la tua luce ed anche il tuo sorriso, ma resta forte il grido, risuona per le valli di quelle montagne che ti hanno accolta, dove qualcuno avrebbe voluto tu dormissi per sempre, sola. 

Mi piace invece ora pensarti stretta nell’abbraccio della tua mamma, mi piace immaginare la sua mano tesa verso di te, mentre nel buio di questa umanità senza più salvezza, ti accompagnava attraverso il ponte che ora ti separa da questa vita.  

Silvia Gullino

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