Da anni ormai si parla di sostenibilità e di attenzione alle esigenze ambientali. Tutto ciò ha avuto delle ovvie ripercussioni anche in ambito edilizio. Gli edifici sostenibili, o ecologici, sono delle costruzioni che si basano sul rispetto dell’ambiente e il risparmio energetico, così da assicurare il benessere degli inquilini e promuovere uno stile di vita più “green”.
Questi edifici sono progettati con l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale sin dalla fase di progettazione, integrando soluzioni innovative e pratiche. Per avere maggiori dettagli su queste strutture, è consigliabile chiedere una consulenza per il green building ad un professionista del settore.
Cos’è l’architettura sostenibile
Come già accennato l’architettura sostenibile è finalizzata a ridurre l’impatto che gli immobili hanno sull’ambiente ed è per questo che si sta diffondendo a macchia d’olio in Italia, e non solo. Si tratta di un approccio innovativo nel settore dell’architettura, incentrato sulla sostenibilità dell’ambiente delle costruzioni al fine di ridurre il più possibile l’impronta di carbonio e dare vita a edifici che siano climaticamente neutri.
Secondo ciò che ha di recente pubblicato la Commissione europea, gli edifici causano circa il 36% delle emissioni di gas serra dell’Unione Europea. Inoltre, gli edifici utilizzano il 40% dell’energia consumata in tutti i Paesi dell’UE. Alla luce di questi dati, è emerso che all’interno dell’UE oltre il 75% degli immobili sono inefficienti da un punto di vista energetico, ed è per questo che la Commissione Europea vuole obbligare alla costruzione di immobili a emissione zero a partire dal 2030.
Ed è proprio in questo panorama che s’inserisce l’architettura sostenibile, il cui scopo è quello di progettare e costruire edifici con basso impatto ambientale, capaci di offrire comfort ecocompatibile e migliorare, al tempo stesso, la qualità di vista di coloro che ci abitano all’interno e non solo.
L’architettura sostenibile, quindi, può essere definita come l’insieme delle soluzioni edilizie finalizzate al benessere dell’ambiente e dell’uomo.
I criteri fondamentali dell’architettura sostenibile
L'approccio all’architettura sostenibile si fonda su tre pilastri principali. Il primo concerne l’ottimizzazione energetica: l’edificio deve essere progettato per ridurre al minimo il consumo di energia, ricorrendo all’utilizzo di fonti rinnovabili, finestre ad alto isolamento termico, sistemi di climatizzazione e riscaldamento altamente efficienti, ed altre soluzioni simili, in grado di coniugare il risparmio al rispetto dell’ambiente.
Un altro principio fondamentale è il miglioramento della qualità della vita. La progettazione di un green building, infatti, mira ad assicurare un ambiente più sano e piacevole per gli abitanti, grazie all’impiego di materiali salubri che permettono all’aria di circolare meglio e tengono sotto controllo il livello di umidità, al fine di prevenire muffe e condense e mantenere una temperatura confortevole. Ovviamente, i materiali scelti sono ecocompatibili e privi di sostanze nocive, pertanto riducono anche il rischio di allergie e/o malattie respiratorie.
L’architettura sostenibile è anche bioclimatica. Il terzo principio, infatti, si concentra proprio sull’utilizzo ottimale delle risorse naturali come il vento e la luce solare. Le caratteristiche dell’ambiente circostante influiscono direttamente sulla predisposizione degli spazi e sulla forma dell’edificio, come la presenza di vegetazione e schermature solari.













