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Attualità | 28 maggio 2024, 07:40

Suicidi in carcere, i garanti Ferlauto e Mellano ad Alba per richiamare l'attenzione sul problema

“Indignarsi non basta più!” è lo slogan della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone detenute che è risuonato anche in questa occasione

Suicidi in carcere, i garanti Ferlauto e Mellano ad Alba per richiamare l'attenzione sul problema

Sabato 25 maggio, anche ad Alba dopo tutte le altre città sede di carcere in Piemonte, il Garante comunale delle persone detenute, Paola Ferlauto, e il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà della Regione Piemonte, Bruno Mellano, hanno pubblicamente rilanciato l’iniziativa nazionale della Conferenza dei Garanti territoriali per richiamare l’attenzione sui suicidi in carcere.

Nel confronto pubblico dal titolo “La circolarità come occasione di riscatto”, organizzato nell’ambito del Festival “Circonomia”, dal Palco Blu di piazza Risorgimento si è parlato di economia penitenziaria e del ruolo del lavoro e della formazione nel dare un senso alla pena detentiva, ma inevitabilmente si è parlato anche del fenomeno crescente e allarmante degli atti autolesivi e del numero delle persone che si sono tolte la vita nell’ambito carcerario.

La dottoressa Ferlauto ha richiamato l’attenzione sulle persone attualmente ristrette nella Casa di Reclusione ancora in fase di restauro: in questo momento la Comunità penitenziaria albese è composta di soli 33 internati (finita la pena detentiva, sono ancora ristretti in esecuzione di un’ulteriore misura di sicurezza) e altri 8 detenuti ammessi al lavoro esterno o semiliberi.

Nel suo intervento Mellano ha rappresentato le difficoltà e le potenzialità del sistema detentivo, ma ha voluto ricordare come i detenuti in Italia hanno raggiunto la cifra di 61.297 (per 47.000 posti disponibili), in Piemonte sono 4.228 (per 3.900 posti) e ha sottolineato il drammatico numero dei detenuti suicidi in Italia dall’inizio dell’anno che ha raggiunto la cifra di 37, a cui si affiancano 4 agenti di polizia penitenziaria: in Piemonte sono 4 i reclusi che si sono tolti la vita da gennaio, rispettivamente ad Ivrea, Cuneo e Torino. Nella Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” 2, tra i quali anche l’ultimo suicidio delle carceri italiane: una donna di 61 anni, la terza donna in 10 mesi, su 133 recluse a Torino.

Il Garante regionale ha approfittato della preziosa occasione per rilanciare l’appello pubblico che ha preso avvio dalle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che il 18 marzo scorso, parlando alla Polizia Penitenziaria dal Quirinale, ha sottolineato come “elemento prioritario" sia "l'esigenza di assistenza sanitaria nelle prigioni, che è una esigenza diffusa ampia, indispensabile".

E come "E’ indispensabile che si affronti sollecitamente questo aspetto. Il numero dei suicidi nelle carceri dimostra che servono interventi urgenti. E' importante ed indispensabile affrontare il problema immediatamente e con urgenza. Tutto questo va fatto per rispetto dei valori della nostra Costituzione, per rispetto di chi negli istituti carcerari è detenuto e per chi vi lavora".

Mellano ha ricordato le iniziative intraprese dalla Conferenza dei Garanti anche in Piemonte già nelle giornate del 18 aprile e del 18 maggio, dando appuntamento al prossimo 18 giugno per l’evento conclusivo della mobilitazione nazionale che ha l’obiettivo di sollecitare l’attenzione delle istituzioni e della politica alla questione.

Mellano ha rimarcato come lo stesso Papa Francesco, nella sua visita alla Casa Circondariale di Verona dello scorso 18 maggio, ha avuto parole chiare e ferme sulla questione, con un diretto appello ai detenuti “non cedete allo sconforto: la speranza è un diritto!.


Il Pontefice ha inoltre affermato Per me entrare in un carcere è sempre un momento importante, perché il carcere è un luogo di grande umanità. Sì, è un luogo di grande umanità. Di umanità provata, talvolta affaticata da difficoltà, sensi di colpa, giudizi, incomprensioni, e sofferenze, ma nello stesso tempo carica di forza, di desiderio di perdono, di voglia di riscatto”, sottolineando “Conosciamo la situazione delle carceri, spesso sovraffollate - nella mia terra, pure -, con conseguenti tensioni e fatiche. Per questo voglio dirvi che vi sono vicino, e rinnovo l’appello, specialmente a quanti possono agire in questo ambito, affinché si continui a lavorare per il miglioramento della vita carceraria.”

E infine ha conclusoSeguendo le cronache del vostro istituto, con dolore ho appreso che purtroppo qui, recentemente, alcune persone, in un gesto estremo, hanno rinunciato a vivere. È un atto triste, questo, a cui solo una disperazione e un dolore insostenibili possono portare. Perciò, mentre mi unisco nella preghiera alle famiglie e a tutti voi, voglio invitarvi a non cedere allo sconforto, a guardare la porta come la porta della speranza”.

“Indignarsi non basta più!” è lo slogan della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone detenute che è risuonato anche ad Alba.

cs

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