/ Attualità

Attualità | 29 maggio 2024, 07:27

Cuneo approva lo statuto della Fondazione Santa Croce e Carle: il Comune avrà un rappresentante in consiglio

Ieri sera (28 maggio) la votazione favorevole da parte dell’assise cittadino. I dubbi di Sturlese e Boselli: “Se Silvia Merlo vuole dirigere l’Aso lasci la sua azienda e si metta a disposizione”

Silvia Merlo - Foto: Daniele Caponnetto

Silvia Merlo - Foto: Daniele Caponnetto

È ufficiale: il Comune di Cuneo ha approvato lo statuto della Fondazione Azienda ospedale Santa Croce e Carle Cuneo ONLUS, e quindi potrà nominare un proprio rappresentante all’interno dell’organo stesso.

La votazione si è tenuta ieri (martedì 28 maggio), nella seconda serata di Consiglio comunale. Una settimana prima la discussione della proposta di adesione allo statuto nella I commissione consiliare, incontro vissuto non senza discussioni e a cui hanno partecipato i vertici stessi della Fondazione (soprattutto la presidente Silvia Merlo).

Sì allo statuto, per avere una rappresentanza comunale

L’intervento d’illustrazione della delibera da parte della sindaca di Cuneo Patrizia Manassero ha ricordato come il passaggio dell’approvazione fosse stato evidenziato nella propria necessità dal consigliere di minoranza Giancarlo Boselli.

L’eventualità di una rappresentanza del Comune nella Fondazione è subordinata all’approvazione dello statuto della stessa – ha ricordato la sindaca - . La Fondazione è una ONLUS che figura nei parametri del terzo settore e lavora soprattutto nell’ambito del reperimento di fondi in favore delle strutture sanitarie della città. Recentemente è stata presentata la prossima operazione, ovvero la realizzazione del campus per medici specializzandi ai Tomasini”.

“Attenti all' ‘animale strano’ con competenze illimitate”

Anche in Consiglio i dubbi e le critiche non sono mancate, dai banchi della minoranza.

Leggendo lo statuto ho fatto un salto sulla sedia – ha commentato Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni) - . Il documento dà vita a un altro animale strano non esistente in natura, cioè nell’impalcatura normativa di una fondazione e nel suo ruolo all’interno del servizio sanitario nazionale. In diversi passaggi poco chiari si crea un soggetto con una vasta ‘sete di competenze’ che mi pare si configuri oltre la normalità”.

Il discorso supera il mero coinvolgimento finanziario perché qui cambia del tutto la catena di comando e si configura una governance più complicata, nella quale vengono meno le garanzie istituzionali” ha concluso Sturlese.

Lo stesso Boselli è poi intervenuto, illustrando la storia della Fondazione: una prima fase di pura sponsorizzazione dell’idea progettuale di un ospedale unico al posto del Carle, poi una seconda che coincide con la presidenza Merlo e che vede il soggetto tornare nell’alveo di una normalità e di un canone propri. “Con questa delibera si propone poi un nuovo statuto che permette alla Fondazione di fare letteralmente di tutto, una terza fase inaspettata” ha aggiunto.

“Il Comune si prende la responsabilità di approvare la creazione di un organismo dalle capacità illimitate, la cui problematicità non si risolve solo nell’assenza dello scopo di lucro – ha aggiunto ancora Boselli - . L’ottica della ‘charity a tutti i costi’ ci ha portati al disinteresse totale in merito alla difesa della sanità pubblica: le strutture ospedaliere non hanno risorse per acquistare i macchinari? Non c’è problema, ci sono i ricchi. Sia chiaro, per me bene che esista una Fondazione, ma se fa la Fonazione. Se una vuole fare la presidente dell’Aso lascia la sua azienda e si mette alla ricerca di una maggioranza politica a sostegno”.

Simone Giraudi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium