Le Regioni Piemonte e Sud Egeo (Grecia) hanno ricordato ieri pomeriggio a Bruxelles, a 200 anni dalla morte, la figura di Santorre Annibale Filippo Derossi di Santa Rosa.
Tra i presenti alla cerimonia, svoltasi nella sede della Regione Piemonte, i presidenti del Piemonte Alberto Cirio, del Sud Egeo Georgios Chatzimarkos, del Peloponneso Dimitrios Ptochos, il vicesindaco di Pylos/Navarino Dimitrios Kafantaris, il sindaco di Savigliano Antonello Portera, il presidente dell'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Provincia di Cuneo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Savigliano Sergio Soave.
“Eroe del Risorgimento italiano e dell’indipendenza greca, è un grande piemontese e un grande italiano che unisce la storia dei nostri due Paesi in una parabola avventurosa spinta da un ideale al tempo stesso romantico, modernissimo e profondamente europeo: quello della lotta per la libertà e l’autodeterminazione dei popoli – lo ha ricordato così il presidente Cirio - Il Piemonte e la Grecia oggi sono idealmente uniti nel celebrare una figura lontana dai nazionalismi che tante guerre avrebbero provocato nei 200 anni a venire, ma al contrario mossa dall’onda lunga di un umanitarismo internazionalista erede dell’illuminismo, pronto a sacrificarsi nel nome della libertà e dell’uguaglianza, e di cui ancora oggi abbiamo un grande bisogno”.
Santorre di Santa Rosa cade in battaglia l’8 maggio 1825 nella difesa della piccola isola greca di Sfacteria, oggi nota come Navarino nel Peloponneso. Un drammatico episodio della resistenza del popolo greco nella guerra di indipendenza dall’Impero Ottomano, che avrà termine solo nel 1829.
Nato a Savigliano, il 18 novembre 1783 da una famiglia di tradizioni militari, Santorre di Santa Rosa è stato sindaco della sua città. Iscritto alla Carboneria, è fra gli aristocratici piemontesi costretti a fuggire dopo che nel marzo 1821 non ottengono l’appoggio di Carlo Alberto di Savoia per far adottare nel Regno di Sardegna la Costituzione di Cadice del 1812 e fare del Piemonte la prima monarchia costituzionale d’Italia. Per aperti interessi geopolitici nel Mediterraneo e verso Oriente, sostiene l’indipendenza della Grecia contro l’impero di Costantinopoli. Il 21 aprile 1825 sbarca a Navarino, dove si preparano gli scontri con le armate egiziane di Mehmet Alì, e l’8 maggio viene ucciso dalle fucilate di un soldato. Lascia in patria la moglie Caterina Corsi di Viano, che gli sopravvive fino al 1853. Già pochi giorni dopo la sua scomparsa, il quotidiano greco L'amico della legge dà la notizia della sua scomparsa e ne tesse le lodi per il grande sostegno offerto alla guerra d’indipendenza locale.
Il commento del sindaco di Savigliano Antonello Portera: "A livello locale abbiamo già iniziato da qualche tempo con le celebrazioni, il cui momento clou è stato l'incontro con Ezio Mauro lo scorso 8 maggio. Anche il presidente della Regione ha voluto organizzare degli eventi, come quello di Bruxelles. É stato un bel momento di confronto e incontro. Ad inizio giugno ci sarà un nuovo appuntamento, stavolta in Grecia, ad Atene e a Pylos".



















