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Attualità | 01 luglio 2025, 10:39

È nato il Rotary Club Porta delle Alpi: "una nuova energia nel Distretto 2032"

È nato il Rotary Club Porta delle Alpi: "una nuova energia nel Distretto 2032"

Immerso nella cultura dell’impegno civico che caratterizza la Città di Cuneo, è nato il Rotary Club Porta delle Alpi. Non un club qualsiasi, ma il 43° Club del Distretto 2032.

Una cerimonia densa di significato ha ufficializzato la nascita del club. È stato il Governatore del Distretto, Natale Spineto, a consegnare la Carta Costitutiva al Presidente fondatore, Willi Brignone, segnando così l’inizio ufficiale di una nuova avventura rotariana.

Ma ciò che ha colpito tutti, sin da subito, è stato il tono del discorso del Presidente. Un tono umano, riflessivo, ispirato. Brignone ha citato un proverbio giapponese che parla di coraggio e di cambiamento: "Se ti ritrovi sul treno sbagliato, scendi alla stazione successiva". Non importa il costo. L’unica cosa davvero importante è non continuare nella direzione sbagliata. Ricordando le parole di Padre Ronchi: “La vita è l’infinita pazienza di ricominciare.”

Ed è proprio da questa voglia di ricominciare — in modo nuovo, con spirito diverso, con passione autentica — che nasce il Rotary Club Porta delle Alpi. Un gruppo di professionisti, di cittadini, di sognatori, che ha scelto di fare squadra per portare un contributo reale al proprio territorio. Non a parole, ma con azioni concrete.

“Il Rotary ha bisogno di persone entusiaste,” ha detto Brignone. “Ha bisogno di rotariani preparati, curiosi, ambiziosi. Gente che abbia voglia di agire, non solo di partecipare. Di essere il cambiamento, e non aspettarlo.”
Una chiamata all’azione chiara, decisa, priva di retorica. Un invito a rimboccarsi le maniche e costruire un futuro migliore, insieme.

Un club “passport”: libertà, flessibilità, impatto

Il Rotary Club Porta delle Alpi nasce con una particolarità: è un Passport Club. Un modello innovativo che offre ai suoi soci la possibilità di vivere l’esperienza rotariana in maniera flessibile, dinamica, interconnessa.
Non più vincoli rigidi, ma opportunità: quella di partecipare a eventi e attività anche in altri club, in Italia e nel mondo. Quella di mantenere l’appartenenza pur viaggiando, pur cambiando città, pur avendo impegni lavorativi e familiari.

È la risposta concreta del Rotary alle esigenze della società contemporanea. In un’epoca in cui la mobilità è la norma e il tempo una risorsa preziosa, i club passport rappresentano la nuova frontiera dell’associazionismo attivo.

Ecco perché Porta delle Alpi non è soltanto un club “in più” nel panorama distrettuale. È una porta vera, simbolica e reale, che apre verso una nuova visione del Rotary. Una porta che guarda al futuro.

Spineto: “Il Rotary è piacere, crescita, dono”

Il Governatore Natale Spineto, nel suo discorso di benvenuto, ha voluto andare dritto al cuore della questione: “Che cos’è davvero il Rotary?”

“Per me — ha detto — il Rotary è il piacere di stare insieme per crescere e per far crescere gli altri.” Una definizione potente, che va oltre la struttura dell’associazione, oltre i progetti e le formalità.

Spineto ha parlato di convivialità, come valore fondante. “Il Rotary deve essere un piacere. L’essere umano aspira alla felicità. La felicità nasce anche dal condividere un caffè, un pasto, un’idea. Dallo stare insieme. Dall’ascoltarsi.”

Ma ha parlato anche di relazioni, intese non come reti professionali, bensì come tessuto umano. “Siamo un fascio di relazioni,” ha detto, parafrasando gli antropologi. “Ed è grazie a queste relazioni che possiamo crescere, migliorarci, imparare.”

Crescere, appunto. Anche da adulti. Anche se siamo già “formati”. Crescere confrontandoci con l’esperienza altrui. “Nel Rotary — ha detto Spineto — ci si siede accanto a persone diverse da noi. Non uguali. Non identiche. Persone che ci insegnano qualcosa. E questo è il vero motore della crescita.”

E infine, il dono. Il Rotary come luogo in cui si dà, si condivide, si costruisce. Non solo per altruismo. Anche per restituire ciò che si è ricevuto. “Abbiamo tutti qualcosa da offrire. Un’idea, un contatto, un progetto. E nel Rotary, anche la più piccola intuizione può diventare un’azione da 50mila euro. È successo, succede, succederà.”

Una carta, mille orizzonti

La consegna della Carta Costitutiva, proveniente direttamente dalla sede centrale di Evanston, è stata il momento più solenne della cerimonia. Una carta fondativa carica di significati: appartenenza, responsabilità, visione.

Con quel gesto, il Rotary Club Porta delle Alpi è diventato parte ufficiale di una rete globale di oltre un milione e duecentomila soci, presenti in quasi tutti i Paesi del mondo.
Un Club giovane, ma già ricco di entusiasmo e di voglia di incidere sul territorio.

Non chiederti cosa può fare il Rotary per te

Nella parte conclusiva del suo discorso, Brignone ha rivolto un invito preciso ai nuovi soci:
“Non chiedetevi cosa può fare il Rotary per voi. Chiedetevi cosa potete fare voi per il Rotary.”

Un’eco moderna delle parole di Kennedy, reinterpretata in chiave rotariana. Un monito a evitare la passività. A non vivere l’associazione come un servizio da ricevere, ma come un campo da coltivare, da costruire ogni giorno, insieme.

E poi, ha aggiunto: “L’associazionismo non è in crisi. Finché ci saranno persone che vogliono fare cose insieme, ci sarà sempre spazio per costruire.”

Un Rotary che guarda avanti

Il Club Porta delle Alpi si pone da subito come motore di innovazione sociale, come catalizzatore di idee, come spazio di confronto intergenerazionale.
Le sfide da affrontare sono molte: ambiente, disuguaglianze, nuove povertà, educazione, salute. Ma il Rotary ha una forza che lo rende unico: l’unione di diversità. Persone diverse, che insieme generano valore.

Lo dice chiaramente la vision del Rotary International:

“Crediamo in un mondo dove tutti i popoli, insieme, promuovono cambiamenti positivi e duraturi nelle comunità vicine, in quelle lontane, e in ognuno di noi.”

Cambiare il mondo? Forse. Migliorarlo un po’, sicuramente. E questo comincia proprio da qui, da un nuovo club nel cuore delle Alpi, dove la montagna incontra la passione, la professionalità incontra il servizio, e le idee incontrano il futuro.

La sfida è lanciata

“Questo non è un punto d’arrivo,” ha detto Brignone. “È un inizio. Una chiamata. Una promessa. Abbiamo fondato un club, ma adesso dobbiamo costruirne l’anima.”

L’anima fatta di progetti, relazioni, coraggio. Di quella capacità tipica dei rotariani di trasformare le parole in fatti, le idee in impatti, i sogni in realtà.

E forse, il Rotary Club Porta delle Alpi, nella sua giovane età, ha già qualcosa da insegnare: che ogni stazione può essere un nuovo inizio. E che fare bene, insieme, è ancora il modo migliore per cambiare il mondo.

Comunicato stampa

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