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Eventi | 01 agosto 2025, 15:50

Si chiude in crescendo il Fraise Fest con lo spettacolo “Striges”: tra teatro e musica elettronica per dare voce alle streghe di ieri e di oggi

La giovane attrice Giorgia Fantino porta in scena una performance sperimentale in collaborazione con il duo elettronico NOLAND, ridefinendo i confini tra teatro contemporaneo e sperimentazione musicale

Dalla locandina di STRIGES, foto di Giacomo Risso

Dalla locandina di STRIGES, foto di Giacomo Risso

A chiudere in bellezza il Fraise Fest di Frassino, il 2 agosto alle 21 debutta in Valle Varaita "Striges - volto di donna anima di strega", uno spettacolo che esplora e valorizza la figura femminile ribelle, in particolare quella della strega, attraverso un dialogo non convenzionale tra arti performative. L'attrice Giorgia Fantino, classe 1999, dà vita a un racconto che intreccia diverse epoche storiche, mescolando la tradizione popolare piemontese con figure mitologiche come la maga Circe, in un'esperienza immersiva che trasporterà lo spettatore in una dimensione sospesa tra passato e presente.

Dalle Masche alle dee greche: un ponte tra tradizioni


"Lo spettacolo nasce da una lunga ricerca sulla figura della donna ai margini della società", spiega Fantino. "Mi sono concentrata sulla 'donna delinquente', quella che non sta alle regole, che si esprime liberamente. Il territorio cuneese, con le sue masche delle montagne e delle Langhe, ha alimentato questa curiosità, ma ho voluto ampliare lo sguardo con letture antropologiche, in particolare mi ha influenzato molto il testo 'Donne delinquenti' di Michela Zucca, che ha fornito una chiave di lettura fondamentale per il progetto."

La forza della parola scritta


I testi, curati dalla scrittrice braidese Annalisa Rossi, rappresentano un prezioso intreccio tra mito e memoria locale. La sua è una passione personale e un’impellenza alla scrittura, che finalmente dà i suoi frutti.

"Alcuni brani provengono dalla mia raccolta 'Voci di un passato remoto', dedicata a figure femminili come Circe e Medea, ma attualizzate", racconta Rossi, docente di italiano e latino con alle spalle decine di anni di appassionata scrittura. "Altri sono stati scritti appositamente per lo spettacolo, ispirati ai racconti di una zia guaritrice, che manipolava le erbe. Sono testi che considero miei figli, che ho custodito gelosamente, fino a quando Giorgia non mi ha convinto a condividerli con il pubblico."

Le sonorità dei NOLAND: quando l'elettronica incontra la narrazione

A completare l’esperienza multisensoriale, le musiche sono affidate ai NOLAND, un duo formato nel 2022 da Alessio Monteleone e Nicola Londi, originari di Monza e ora attivi in Valle Varaita. Il loro sound spazia dall'ambient al breakbeat, con influenze che vanno da Four Tet alle colonne sonore di Hans Zimmer. "Facciamo una musica ancora da definire, non classificabile in un unico genere", spiega Alessio. "Questo progetto è stato un flusso di coscienza interpretato con i nostri strumenti, per un un mix finale tra tutte le nostre energie combinate."

Il processo è stato istintivo, più che premeditato”, aggiunge Nicola. “Abbiamo messo in pratica le nostre conoscenze, provando a dare l’atmosfera giusta, creando un dialogo con i testi di Annalisa e l’interpretazione di Giorgia attraverso un insieme di influenze musicali ‘globali’.

Come sottolinea il loro manager Giorgio Oliva: "Attraverso la musica si crea un nuovo mondo, raccontando una storia con le sonorità dei NOLAND", trasformando l'accompagnamento musicale in co-protagonista della narrazione insieme ai testi recitati.

Un nuovo linguaggio artistico


La performance adotta un approccio innovativo alla messa in scena. "Volevamo creare un nuovo linguaggio", sottolinea Fantino. "Il pubblico vivrà un'esperienza immersiva, dove corpo, parole e sonorità elettroniche si fondono in una dimensione altra, sospesa tra mito, territorio e contemporaneità. La collaborazione con i NOLAND, nata grazie all'intuizione di Giorgio Oliva, che ringrazio di cuore, ha permesso di elevare la musica da semplice accompagnamento a co-protagonista della narrazione."

"Non so se sono stata donna, non so se sono stata strega. Sono stata amore: insostituibile a me stessa, funambola nella vita, anima negli occhi, sempre signora di me stessa." Questi versi, tratti dallo spettacolo, racchiudono l'essenza di un progetto che vuole esorcizzare la figura della strega, liberandola dagli stereotipi per restituirle la sua dimensione di donna libera e sapiente.

Lo spettacolo debutterà come evento conclusivo del Fraise Festival, grazie alla fiducia degli organizzatori che hanno creduto nel progetto. "Siamo molto fortunati di poter fare una prima in Valle Varaita", confessano gli artisti. "Da qui, il nostro obiettivo è partecipare a bandi nazionali per portare 'Striges' sui palcoscenici di tutta Italia, magari espandendo lo spettacolo con l’esplorazione di nuove figure femminili".”

Un'esperienza teatrale unica, che si propone come ponte tra tradizione e innovazione, tra territorio e universalità, tra parola e musica, in un momento storico in cui la riflessione sulla figura femminile assume particolare rilevanza.

Daria Abashkina

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