Il ricordo di un uomo come Giovanni Battista Massimino da oggi vivrà per sempre sul suolo salmourese, con un segno tangibile: l’inaugurazione il 2 agosto scorso di una piazza in suo onore, proprio di fronte alla sede della Pro loco, che di fatto fondò. O per meglio dire, ne fu il precursore, facendo nascere l’associazione Amici di Salmour che ebbe poi i felici sviluppi con la già citata Pro loco. E fu soprattutto con il suo impegno civile una figura importante, perché sindaco del paese per ben cinque mandati, dal 1970 al 1980, dal 1990 al 1999 e dal 2003 al 2006.

Il momento istituzionale è stato condiviso da cittadinanza e autorità. A esprimerne l’essenza il sindaco Roberto Salvatore: "Siamo qui per celebrare un giorno che segna un momento significativo nella storia della nostra comunità. Mentre iniziamo i festeggiamenti della nostra comunità per la settimana del Santo Patrono, Sant’Eusebio, ci ritroviamo per rendere omaggio a una figura che ha lasciato un’impronta indelebile nella crescita e nel progresso di Salmour: il Cavalier Giovanni Battista Massimino.

Intitolare questa piazza al nome di Massimino non è un gesto puramente simbolico, ma una decisione profonda che trae le sue radici nell’impegno e nel sacrificio che ha caratterizzato parte di Giovanni Battista al servizio della nostra comunità".
"Oltre ad essere primo cittadino per cinque mandati, Giovanni Battista Massimino è stato, innanzitutto, un uomo che ha vissuto con passione tra la gente di Salmour, un uomo che ha scelto di dedicarsi al miglioramento del nostro paese.

Amava incontrare i cittadini nel cuore della sera, seduta sulla panchina davanti al municipio, piuttosto che riceverli nel suo ufficio. - conclude ancora commosso l’attuale amministratore salmourese - Era un uomo che credeva nel dialogo diretto, nella condivisione quotidiana delle idee, convinto che ogni gesto di attenzione e vicinanza fosse fondamentale per il benessere della nostra comunità. Non possiamo definire Giovanni Massimino semplicemente un politico.

È stato infatti un amministratore, un uomo dei vecchi tempi dove le strette di mano erano più importanti delle carte ufficiali. In quel tempo il suo impegno è sempre stato costante e sincero. È stato un fondatore, forse un visionario, che ha compreso l’importanza della collaborazione e del coinvolgimento attivo della comunità per creare le basi di un futuro prospero. Un esempio che ci insegna che l’impegno civico va al di là dei ruoli e delle cariche, che ogni singolo gesto d’amore verso la propria comunità può fare la differenza e contribuire alla costruzione di un mondo migliore".













