/ Attualità

Che tempo fa

Attualità | 05 settembre 2025, 06:39

Il 5 settembre ricorre la Giornata della Carità ONU in onore di Madre Teresa di Calcutta

Bra città simbolo di altruismo e solidarietà con il cesto della condivisione in tutte le chiese

La cesta della condivisione nelle chiese di Bra

La cesta della condivisione nelle chiese di Bra

Eccoci al 5 settembre: una data speciale! Infatti, è la Giornata Internazionale della Carità, una delle virtù teologali, accompagnata sempre dalla Fede e dalla Speranza.

L’ONU, nel 2012, ha riconosciuto il ruolo della Carità «Nell’alleviare le crisi umanitarie e le sofferenze umane all’interno e tra le nazioni».

L’obiettivo di questa Giornata è lottare contro la povertà, il disagio e creare una società più giusta e inclusiva. Per l’occasione, le Nazioni Unite invitano tutti gli Stati membri, le organizzazioni internazionali e la società civile a celebrare questa ricorrenza in maniera appropriata, incoraggiando gesti di carità e di beneficenza, attraverso l’educazione e attività di promozione e sensibilizzazione.

Per san Paolo la carità è la più grande di tutte le virtù, perché legata all’amore, alla fratellanza, alla solidarietà e al dono di sé agli altri. Ecco perché l’Assemblea ha scelto di dedicare la Giornata Internazionale della Carità a Madre Teresa di Calcutta, simbolo della solidarietà umana, scegliendo il 5 settembre per celebrarla, la data in cui nel 1997 Madre Teresa morì. Premio Nobel per la Pace nel 1979, proclamata Beata da san Giovanni Paolo II, e poi Santa nel 2016 da papa Francesco, la piccola suora di origini albanesi ha speso la sua vita ad accudire i malati e i bisognosi e ha fondato la congregazione religiosa delle Missionarie della Carità, che si occupa dei più poveri tra i poveri.

Ma cos’è la Carità? Madre Teresa direbbe: «Dobbiamo dare servizio immediato ed effettivo ai poveri: dando da mangiare agli affamati, non solo cibo ma anche la Parola di Dio. Dando da bere agli assetati: non solo di acqua, ma anche di conoscenza, di pace, di verità, di giustizia e di amore. Vestendo gli ignudi: non solo con abiti, ma anche di dignità umana. Dando alloggio ai senza tetto: non solo un rifugio fatto di mattoni, ma un cuore che comprende, che protegge, che ama…».

Bra città simbolo di solidarietà con il cesto della condivisione in tutte le chiese

«Esercitate la carità, ma esercitatela con entusiasmo. I poveri sono e saranno quelli che hanno da aprirci le porte del Paradiso». Con queste parole san Giuseppe Benedetto Cottolengo parlava della carità che unisce i due estremi dell'umanità, il ricco e il povero, legati dal filo della condivisione fraterna e dell'altruismo.

Un pensiero così denso di significato trova perfetto riscontro nella città che ha dato i natali al Santo, attraverso segni di vicinanza verso i più deboli ed emarginati della società. Uno tra tutti è rappresentato dal cesto della condivisione, dove sono depositati aiuti destinati all'Emporio Solidale, una realtà concreta di sussistenza, volta ad arginare le difficoltà economiche delle famiglie in tempo di crisi e le forme più gravi di indigenza delle persone meno fortunate.

Nel concreto, si tratta di una sorta di supermercato, sito nei locali della parrocchia di San Giovanni Battista (via Vittorio Emanuele II, 107), dove gli aventi diritto possono reperire generi alimentari di prima necessità che soddisfano i loro specifici bisogni.

Ad affiancare in modo incisivo e determinante le attività dell'Emporio, gli organismi di volontariato che collaborano insieme e invitano la cittadinanza alla raccolta alimentare che si realizza attraverso il cesto della condivisione, presente in tutte le chiese parrocchiali.

Nella cesta si possono depositare i cibi che scarseggiano sugli scaffali dell'Emporio solidale, come tonno, olio di oliva, olio di semi, latte, zucchero, oltre a quelli a lunga conservazione.

L'iniziativa rappresenta anche un'occasione per vivere al meglio e nel segno della carità l’imminente festa patronale della Madonna dei Fiori, perché anche oggi possiamo riconoscere Gesù nei più piccoli, poveri ed emarginati.

Ci spiegava il sacerdote cottolenghino don Michele Bruno: «Ciò che conta è l'intenzione, non importa la quantità dell'offerta. Il duro momento affrontato da tante famiglie ci chiede di essere testimoni generosi di quell'amore che il Padre ha avuto per noi donandoci suo Figlio».

Silvia Gullino

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium