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Attualità | 15 aprile 2026, 16:26

"Non pagheremo le vostre guerre": Cuneo scende in piazza per la pace

Partenza dal Parco della Resistenza il prossimo 18 aprile alle 16, per raggiungere "piazza Palestina" attraversando il Lungogesso, via Roma, piazza Galimberti e corso Nizza

Immagine di un precedente corteo in città

Immagine di un precedente corteo in città

Sabato 18 aprile, con partenza alle ore 16 dal Parco della Resistenza di Cuneo, la provincia Granda torna a mobilitarsi per denunciare la spirale di guerra e devastazione innescata da Israele e Stati Uniti in tutta l’Asia occidentale e nei paesi del Golfo.

Questo il percorso previsto, con destinazione piazza Palestina, come i manifestanti chiamano, ormai da diversi mesi, piazza Europa.

Qui di seguito le parole con cui gli organizzatori spiefano le ragioni della manifestazione

Il disegno è ormai evidente. È il progetto di un mondo piegato alle logiche della guerra e della sua economia. È il progetto di un mondo in cui le bombe diventano un business, la conquista coloniale una missione, il silenzio complice del cosiddetto Occidente la prassi. Di fronte alle migliaia di vittime della macchina da guerra firmata Netanyahu e Trump, però, non si può tacere. Se i governi tacciono, come ha fatto finora anche quello italiano, sono i popoli a dover prendere la parola.

Scendiamo in piazza per dire “non nel mio nome”. Scendiamo in piazza per respingere questo folle progetto di dominio e di guerra continua. Scendiamo in piazza per dire al governo italiano che non accettiamo complicità, zone d'ombra e posizioni intermedie.

Abbiamo bisogno di salari più alti, di una sanità pubblica e gratuita che funzioni, di un futuro sostenibile sul piano ambientale, ma i nostri governi ormai investono soltanto in armamenti, repressione e sorveglianza. Le conseguenze dell'escalation militare sono sotto gli occhi di tuttə: morti, distruzione di intere città, migliaia di profughi, persone abbandonate alla fame e private del diritto alle cure e il graduale collaudo di un sistema repressivo che nei Paesi occidentali, con la scusa della sicurezza interna, criminalizza sempre di più ogni forma di dissenso. A tutto ciò si aggiunge una crisi economica globale che farà altre vittime, e che ci troverà con un welfare state sempre più debole e non più in grado di parare i colpi inferti in primis alle classi più svantaggiate.


Cuneo scende in piazza per gridare “non pagheremo le vostre guerre”: non solo perché non si vuole esserne complici, ma anche per opporsi radicalmente all'ordine mondiale immaginato da Israele e Stati Uniti, e spalleggiato dall'Italia e da altri partner occidentali, per denunciare il respiro neocoloniale che muove i fili di questi governi, della finanza globale e del mondo delle Big Tech, e per dire no all'economia di guerra.


Hanno sottoscritto il presente comunicato (in ordine alfabetico)
Aifo-Ass. italiana amici di Raoul Follereau, Anfaa (associazione nazionale famiglie adottive affidatarie), Associazione culturale di volontariato Equazione, Associazione culturale Ipazia - Intronauti, Associazione Qui e Là, Casa del quartiere Donatello, Circolo Arci Arcipelago aps, Collettivo Crepa | ricerca e pratiche pedagogiche, Collettivo Q+, Compartir giovane, Coordinamento Cuneese Europa Verde, Sinistra Italiana e Possibile, Coordinamento Pace e Disarmo Cuneo, Cub Cuneo e provincia - sindacato di base, Cuneo per Gaza, Cuneo per i Beni Comuni, Donne in cammino per la pace di Cuneo, Emmaus Cuneo odv, Fiordaliso società cooperativa sociale, Fridays for Future Cuneo, La musica contro il silenzio Cuneo, LVIA, Micò aps, Movimento per la decrescita felice - circolo territoriale di Cuneo, Music for
freedom, Non una di Meno Cuneo, Partito della Rifondazione Comunista-federazione di Cuneo, Potere al Popolo Cuneo, Pro natura Cuneo, Project m.i.l.a², Rete Cuneo per la Palestina, Siamo marea, Tatawelo cooperativa impresa sociale, Unione inquilini e circolo Arci Rosa Luxemburg, Usb unione sindacale di base.

Barbara Simonelli

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