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Al Direttore | 08 settembre 2025, 16:15

Quel gatto investito da un’auto e il soccorso veterinario arrivato troppo tardi

Un lettore racconta la propria esperienza col servizio di reperibilità chiamato a intervenire nel caso di animali feriti

"È accettabile che un servizio pubblico non disponga degli strumenti minimi per un soccorso di emergenza?", si chiede il letto (immagine d'archivio)

"È accettabile che un servizio pubblico non disponga degli strumenti minimi per un soccorso di emergenza?", si chiede il letto (immagine d'archivio)

Riceviamo e pubblichiamo.

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Gentile direttrice,

lo scorso 1° settembre, lungo una strada provinciale nei pressi di Cuneo, un gatto investito da un’auto (che non si è fermata a soccorrerlo) è rimasto agonizzante sul ciglio della strada.

Ho immediatamente contattato il 112 per richiedere soccorso veterinario. Dopo numerosi passaggi tra centralino, vigili del fuoco e 118, sono riuscita a parlare con un veterinario reperibile dell’Asl, il quale ha dichiarato di non avere con sé strumenti minimi di intervento (trasportino e guanti) e che avrebbe richiesto l’intervento dei tecnici Multizonale, con tempi stimati di circa 50 minuti.

Solo dopo le mie insistenze, il veterinario ha accettato di recarsi sul posto. Purtroppo, nonostante l’attesa di oltre un’ora (prima chiamata ore 17.50, arrivo alle 19.00), l’animale è deceduto pochi minuti prima del suo arrivo, dopo un’agonia prolungata e del tutto evitabile.

Questo episodio solleva domande serie.

È accettabile che un servizio pubblico non disponga degli strumenti minimi per un soccorso di emergenza?

È normale che i tempi d’intervento siano tali da rendere inutile il soccorso stesso?

Quante altre volte episodi simili passano sotto silenzio?

Chiedo con forza che le autorità competenti (Asl Cn1, Regione Piemonte, Comune di Cuneo) si attivino per garantire un servizio di reperibilità veterinaria realmente operativo; mezzi e strumenti adeguati al pronto soccorso di animali feriti; protocolli rapidi e certi per ridurre al minimo i tempi di attesa.

Non si tratta solo di tutela animale, ma di civiltà e responsabilità collettiva.

P. M.

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