Il Tribunale civile di Asti ha riconosciuto per la prima volta l’esistenza di un nesso di causa tra la vaccinazione contro il Covid-19 e una grave malattia neurologica, la mielite trasversa.
A ottenere il riconoscimento è una donna di 52 anni che, dopo aver ricevuto il vaccino Comirnaty (Pfizer-Biontech) nell’aprile 2021, ha sviluppato una forma severa della patologia che oggi le impedisce di camminare in modo autonomo.
A rendere nota la decisione è stato lo studio legale Ambrosio & Commodo di Torino, che ha seguito la donna nel procedimento contro il Ministero della Salute e l’Aifa, rappresentati dall’Avvocatura dello Stato.
In una prima fase, il Ministero aveva respinto la richiesta di indennizzo, ritenendo assente la prova del legame tra vaccino e malattia. Ma il Tribunale di Asti, dopo un’accurata perizia tecnica, ha stabilito il contrario.
Due consulenti tecnici nominati dal giudice, dopo aver visitato la paziente e analizzato la letteratura scientifica, hanno infatti concluso che esiste un “forte nesso causale” tra la vaccinazione e la mielite trasversa, una rara infiammazione del midollo spinale che può portare a paralisi parziali o totali.
"I consulenti sono figure terze e imparziali – ha spiegato l’avvocato Stefano Bertone – e hanno accertato un legame molto forte tra il vaccino e il danno subito. Il Ministero e l’Aifa hanno potuto controbattere, ma senza riuscire a mettere in dubbio le conclusioni dei nostri esperti e di quelli del giudice".
La collega Chiara Ghibaudo ha aggiunto: "I danni subiti dalla signora sono gravissimi. Non può più camminare da sola. L’indennizzo riconosciuto servirà almeno a coprire una parte delle sofferenze che affronta ogni giorno".
Il fondatore dello studio, Renato Ambrosio, ha ricordato che da anni il team legale assiste cittadini che hanno subito danni da farmaci o dispositivi medici: "Abbiamo aperto una pagina dedicata sul nostro sito per fornire informazioni a chi ritiene di essere stato danneggiato da un vaccino anti-Covid", ha detto, indicando il link https://ambrosioecommodo.it/danni-da-vaccino-covid-19/
Nel provvedimento, il Tribunale cita anche i dati europei: fino al 2022 sono stati registrati 593 casi di mielite trasversa dopo la vaccinazione, di cui 280 associati a vaccini anti-Covid. Gli esperti hanno inoltre escluso che la malattia della donna potesse dipendere da una pregressa patologia autoimmune, come sostenuto dall’Aifa.
"In letteratura sono descritti casi isolati di sindromi demielinizzanti del midollo spinale associate a vaccini a mRNA o a virus inattivato – ha ricordato Bertone – come la sclerosi multipla, la neuromielite ottica o la sindrome di Guillain-Barré".
Non solo Pfizer. L’avvocato ha anche citato un comunicato dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), secondo cui il legame tra mielite trasversa e i vaccini Vaxzevria (AstraZeneca) e Janssen è “ragionevolmente possibile”.
L’udienza di discussione si è tenuta lo scorso 26 settembre 2025. La sentenza segna un precedente importante per casi simili che potrebbero essere valutati nei prossimi mesi dai tribunali italiani.










