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Cuneo e valli | 04 novembre 2025, 15:56

Anna Grillini commuove Cuneo nel Giorno dell’Unità nazionale: “Le guerre finiscono solo con la consapevolezza delle loro ferite”

L’orazione della storica dell’Università di Torino ha reso omaggio ai caduti della Grande Guerra, ricordando l’eredità umana dei conflitti e il valore della memoria come fondamento della pace

Anna Grillini commuove Cuneo nel Giorno dell’Unità nazionale: “Le guerre finiscono solo con la consapevolezza delle loro ferite”

Nel cuore di Cuneo, davanti alle autorità civili e militari e a numerosi cittadini, la giornata del 4 novembre è stata segnata da un momento di intensa riflessione. Durante la celebrazione dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, l’orazione ufficiale della professoressa Anna Grillini del Dipartimento di Studi storici dell’Università di Torino ha riportato al centro del discorso pubblico il senso autentico del ricordo: la memoria come atto di responsabilità verso chi visse l’orrore della guerra e ne portò le conseguenze per tutta la vita.

“Le guerre non si concludono con la firma degli armistizi – ha ricordato Grillini – ma con la capacità delle società di elaborare la memoria delle proprie ferite, riconoscendo i sacrifici e le fragilità di chi tornò mutilato nel corpo e nell’anima”.

La docente ha ripercorso con forza la dimensione disumanizzante del primo conflitto mondiale, partendo dal racconto di Emilio Lussu fino alle cartelle cliniche dei feriti conservate negli archivi ospedalieri: testimonianze vive di una guerra totale che travolse soldati e civili, uomini e donne. Dalle trincee del Carso alle fabbriche, dai manicomi agli orfanotrofi, ogni volto dell’Italia del 1918 fu segnato dalla sofferenza e dalla rinascita difficile della pace.

Ampio spazio anche al ruolo delle donne, protagoniste di una “storia dal basso” spesso dimenticata, e al tema delle nevrosi di guerra, le prime forme di trauma post-bellico riconosciute solo in parte dal sistema militare.

Nel concludere, Grillini ha richiamato le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha invitato a difendere l’Europa nata sulle macerie dei nazionalismi novecenteschi: “Abbiamo costruito una condizione per cui le armi avrebbero taciuto per sempre. Oggi – ha affermato la storica – dobbiamo rinnovare ogni giorno il senso di questa conquista, sapendo che la pace non è solo assenza di guerra, ma esercizio di coscienza collettiva.”

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